Un italiano su due ha già boicottato un brand

 In Italia il food è la categoria più esposta al boicottaggio, con il 41%, mentre fast food e ristorazione arrivano al 32%, davanti anche alla moda

Condividi l'articolo

Il prezzo conta, il prodotto pure. Ma per una parte crescente dei consumatori conta anche sapere da chi si sta comprando. Ristorazione Moderna, riprendendo l'ultimo Consumer Lab di Bain & Company condotto su circa 9.000 persone in sei Paesi europei, segnala che il 51% degli italiani ha già evitato almeno una volta un marchio percepito come distante dai propri valori, cinque punti sopra la media europea. In Italia il food è la categoria più esposta al boicottaggio, con il 41%, mentre fast food e ristorazione arrivano al 32%, davanti anche alla moda. Non significa necessariamente che un ristorante debba trasformarsi in un manifesto politico: la stessa Bain sottolinea che ai brand non viene chiesto di prendere posizione su ogni questione, quanto piuttosto di mostrare coerenza tra ciò che dichiarano e ciò che fanno. Per la ristorazione è un passaggio non secondario. Provenienza delle materie prime, condizioni di lavoro, sostenibilità, inclusione e perfino le prese di posizione di un'insegna possono ormai entrare nella decisione di acquisto insieme a menu, prezzo e servizio. E il fatto che questa sensibilità sia particolarmente forte tra Millennial e Gen Z suggerisce che non si tratti soltanto di una fiammata reputazionale. Il rischio, semmai, è confondere la coerenza con il marketing dei valori: se metà dei consumatori è pronta a punire un brand, dichiarare più di quanto si riesca a dimostrare potrebbe diventare pericoloso quanto non dichiarare nulla. 

Il filtro si prende il centro della scena nello specialty coffee

04 settembre 2026 | Redazione

Perfect Daily Grind racconta come il filter coffee sia passato da alternativa quotidiana a uno dei linguaggi privilegiati per raccontare origine, varietà e processo del caffè

Norbert Niederkofler, a fine anno si chiude il suo percorso da Horto

19 ottobre 2026 | Redazione

Il 31 dicembre 2026 si concluderà la collaborazione dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che ha accompagnato Horto nei suoi primi quattro anni, contribuendo in modo significativo alla costruzione della sua identità e alla sua crescita.

Notizie correlate

Spreco al bar come misurarlo con un foglio

19 ottobre 2026 | Redazione

La tesi di Luca Coslovich, senior bartender del Casino de Monte-Carlo, su theCybartender. Coslovich divide lo spreco in cinque fonti, ognuna con il proprio rimedio.

Il vino riparte dalla sala, ma a Milano mancherebbero 8.000 addetti

19 ottobre 2026 | Redazione

Ristorazione Moderna intervista Federico Gordini, fondatore di MWW Group, che organizza la Milano Wine Week e il World Aperitivo Day.

Il menu autunnale della caffetteria, oltre la pumpkin spice

19 ottobre 2026 | Redazione

Emily Joy Meneses, su Barista Magazine, propone un approccio che prevede di costruire un menu stagionale riconoscibile senza moltiplicare le ricette, complicare il lavoro o aumentare inutilmente i costi.

Londra italiana agli estremi: Juno con 265 coperti e un ex bancomat che vende tiramisù

16 ottobre 2026 | Redazione

L'offerta di Juno comprende tiramisù da passeggio in vasetti di vetro a 4 sterline, nella versione al caffè e in quelle al pistacchio, caramello, mandorla e mirtillo, insieme a pasticciotti pugliesi

Irish whiskey, gli Stati Uniti frenano. La crescita cerca nuove rotte

16 ottobre 2026 | Redazione

The Spirits Business, in un approfondimento di Tom Bruce-Gardyne, racconta questo cambiamento di strategia attraverso il caso di Kinahan's, marchio irlandese che ha scelto di costruire la propria distribuzione internazionale senza puntare sul mercato statunitense

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 - Ottobre 2026
10 2026

Primi. E poi?

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati