Il rilancio di Fiorucci, la norcineria d'Italia

Dopo l’acquisizione 18 mesi fa da parte della multinazionale spagnola dei salumi Campo Frio, Fiorucci avvia la “rivoluzione” con l’obiettivo di fr crescere il fatturato nel prossimo triennio a 300 mil...

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Dopo l’acquisizione 18 mesi fa da parte della multinazionale spagnola dei salumi Campo Frio, Fiorucci avvia la “rivoluzione” con l’obiettivo di fr crescere il fatturato nel prossimo triennio a 300 milioni di euro dai 220 del 2012.

E la “rivoluzione” parte da un riposizionamento della brand identity dell’azienda, con il ridisegno del logo, del packaging, e la razionalizzazione dei prodotti che punta a far emergere i valori fondanti della norcineria fondata nel 1850 a Norcia: la competenza nella produzione di salumi di qualità, reinterpretando in chiave contemporanea i fondamenti culturali della norcineria.

Potendo contare sulle sinergie di un gruppo internazionale grazie alla massa critica sviluppata da un fatturato di 1,8 miliardi di euro (acquisti, R&S, scambi di know how, export) Fiorucci concentra la propria attività sullo sviluppo del mercato nazionale.

Pur avendo oltre della metà del fatturato nel trade (40 moderno, 25% tradizionale), il Foodservice, che attualmente rappresenta il 15% del fatturato, per l’azienda un’area di crescita. Presente in tutti i segmenti di business dell’out of home, Fiorucci propone una vasta gamma di prodotti con formati specifici.

«Il foodservice è un canale strategico per noi - sottolinea l’amministratore delegato Athos Mauri - e lo vogliamo sviluppare in modo omogeneo a livello nazionale, grazie a una struttura commerciale dedicata e capillare sul territorio e a un ciclo ordine-consegna di 24 ore. Vediamo anche un’opportunità di crescita nella ristorazione alla quale siamo in grado di proporre un’ampia varietà di salumi italiani e internazionali (a partire dal Jamon de Bellota spagnolo) che possono valorizzare l’offerta nel menu».

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