Dopo anni di dibattito, il Regno Unito si prepara a introdurre un divieto nazionale di vendita degli energy drink ai minori di 16 anni. Come riporta Comunicaffè, il provvedimento entrerà in vigore nel 2027 e riguarderà tutte le bevande contenenti elevate concentrazioni di caffeina e altri ingredienti stimolanti. L'obiettivo dichiarato è ridurre il consumo abituale tra gli adolescenti, sempre più associato da studi scientifici a disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, problemi cardiovascolari e salute mentale. La decisione uniforma a livello nazionale una pratica già adottata volontariamente da numerose catene della grande distribuzione britannica, che da anni rifiutano la vendita di energy drink ai più giovani. Il governo punta ora a trasformare questa prassi commerciale in un obbligo di legge, affidando ai rivenditori il controllo dell'età al momento dell'acquisto. Il provvedimento potrebbe avere effetti anche oltre i confini britannici. Negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno avviato riflessioni analoghe, mentre cresce l'attenzione verso il consumo di caffeina tra i minori. Se il divieto dimostrerà di produrre risultati concreti, è probabile che altri governi seguano la stessa strada. Per il settore beverage la questione va oltre gli energy drink. Il caso britannico conferma come le politiche sanitarie stiano intervenendo sempre più spesso sulle modalità di consumo delle bevande funzionali e ad alto contenuto di caffeina. Per produttori e distributori sarà quindi fondamentale anticipare il dibattito normativo, anziché limitarsi a subirlo.