Il progetto Di Ognuno sbarca al Fuorisalone. Essere inclusivi conviene anche all'ospitalità professionale

Obiettivo: sensibilizzare imprenditori, architetti e designer sul tema dell'inclusività nell'industria alberghiera, e più in generale nel mondo dell'ospitalità professionale. Hospitality Il Salone del...

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Obiettivo: sensibilizzare imprenditori, architetti e designer sul tema dell'inclusività nell'industria alberghiera, e più in generale nel mondo dell'ospitalità professionale. Hospitality Il Salone dell’Accoglienza - la prossima edizione è prevista dal 3 al 6 febbraio 2025 a Riva del Garda - ha scelto diportare il progetto/installazione Di Ognuno al Fuorisalone di Milano, presso il Nhow Hotel in Via Tortona 35.

Sviluppato insieme a Village for all – V4A e Lombardini22, Di Ognuno racconta come la presenza di spazi belli e fruibili per tutti possano influenzare il benessere collettivo e ridurre lo stress degli ospiti nelle strutture ricettive. Attraverso tre percorsi esperienziali di progettazione inclusiva di una reception, il visitatore può vedere il buio, muovere lo spazio, ascoltare il silenzio e immergersi nelle reali necessità delle persone con disabilità. Un esempio di design per la diversità umana, l'inclusione sociale e l'uguaglianza.

Quello del turismo accessibile, d'altronde, è un mercato già adesso rilevante sia dal punto di vista numerico che economico. Ma che sopratutto, da qui a pochi anni, obbligherà le strutture ricettive che vogliono rimanere appetibili sul mercato, a fare un cambio di passo e comprendere come la maggiore accessibilità possa creare nuove opportunità di business.

"Secondo l’OMS, il 15% della popolazione mondiale, ossia circa 1 miliardo di persone, ha qualche forma di disabilità che determina esigenze di accessibilità. Un dato questo che può rappresentare anche un'opportunità di crescita e sviluppo per le imprese del turismo, una sollecitazione a investire nella qualità della propria offerta, migliorando e trasformando l’esperienza di ogni ospite", ha confermato il presidente di Riva del Garda Fierecongressi Roberto Pellegrini.

Alla tavola rotonda che ha raccolto attorno a un tavolo associazioni, istituzioni e progettisti è emerso come il tema dell’inclusività e dell’accessibilità sia sempre più cruciale e le strutture ricettive, per mantenere la propria competitività, devono fare un cambio di passo e comprendere come la maggiore accessibilità possa creare nuove opportunità di business.

Secondo l’Istat, nel 2021, in Italia, le persone con esigenze di accessibilità, con limitazioni che durano da almeno sei mesi, sono 12,7 milioni, pari al 17% della popolazione. A queste se ne aggiungono 7,6 milioni con disabilità certificata, motoria, sensoriale, cognitiva (fonte Registro sulla Disabilità 2021).

Commentando questi dati, Roberto Vitali, ceo e co-fondatore di Village for all - V4A, il primo network italiano di ospitalità accessibile, ha sottolineato come debba essere promosso un cambio di paradigma. "Bisogna spostare l’attenzione sulle esigenze di accessibilità delle persone non come problema ma come opportunità per migliorare la qualità dell’ospitalità. Le necessità delle persone si modificano durante tutto il periodo della vita, a queste dobbiamo saper rispondere con un cambiamento culturale e poi facendo squadra tra istituzioni, professionisti e operatori del settore per condividere strategie, obiettivi, formazione e informazione, senza dimenticare l’importanza della comunicazione focalizzando l’attenzione sulle persone e sulle loro esigenze”.

L’economia d’argento, quel complesso di attività produttive e servizi destinati a soddisfare le esigenze di una popolazione sempre più longeva, registra una crescita annua del 5%, stimata a 5.700 miliardi di euro nel 2025, ha spiegato Luigi Fontana, direttore scientifico del Charles Perkins Centre Royal Prince Alfred Clinic dell’Università di Sidney. Questa crescita può essere un ulteriore stimolo per il turismo mondiale verso soluzioni per l’inclusività.

Sulla situazione nel nostro Paese è intervenuta Alessandra Priante, Presidente di ENIT, tracciando il quadro attuale e soffermandosi sul posizionamento dell’Italia nello scenario internazionale. “Il tema dell’inclusione più che dell'accessibilità deve essere strategico per destinazioni e operatori. È necessario permettere alle persone con esigenze speciali che vogliono viaggiare di poter scegliere destinazioni e attività che siano adatte ai loro desideri e necessità. Il concetto fondamentale, prima ancora dell’eliminazione della barriera, è garantire un’informazione che sia esaustiva e chiara diventando strumento operativo a servizio di una scelta consapevole".

Per Priante, tutti gli investimenti finalizzati a ottenere una maggiore inclusività in ambito architettonico, infrastrutturale o di design, hanno una ricaduta su tutte le attività collegate con effetto moltiplicatore. Investire in questa direzione permette quindi di raggiungere risultati quantitativamente e qualitativamente duraturi.

A soffermarsi su come deve cambiare l’approccio del mondo dell’hotellerie e dei progettisti verso l’accessibilità è Juri Franzosi, direttore generale di Lombardini22: “Risulta fondamentale il concetto di bisogno, non in termini normativi e legali ma secondo lo universal design, che non significa tenere conto di tutti ma delle singole diversità, di ognuno. Basandoci proprio su questo principio abbiamo visto quanto un intervento, e quindi un investimento, seppure sulla carta sembri non avere una misurabilità immediata, possa invece stupirci nei risultati”.

In tema di grandi eventi, come i prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, è intervenuto Armando De Salvatore, referente accessibilità Fondazione Milano Cortina 2026, che ha sottolineato come l’accessibilità rappresenti il pre-requisito in ambito di turismo e turismo ricettivo dell’ospitalità inclusiva. “Quello a cui si deve mirare è un lavoro di rete con operatori, istituzioni, territorio ed enti comunitari per lasciare un’eredità positiva. Il nostro obiettivo è promuovere dei Giochi, accessibili e sostenibili, che offrano una partecipazione e un’esperienza appagante per tutti, libera da barriere e discriminazione.”

Alla luce di tutte queste considerazioni, Di Ognuno, visitabile sino a sabato 20 aprile, dimostra quindi che l'inclusione non sia solo un imperativo sociale, ma anche un vantaggio competitivo nel panorama globale dell'hotellerie.

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