IEI Connect, obiettivo caffè

Negli scorsi giorni, in occasione di IEI Connect 2023, all’Istituto Espresso Italiano è stato affrontato il tema della sostenibilità nella filiera del caffè. È emerso un quadro in cui la green economy...

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Negli scorsi giorni, in occasione di IEI Connect 2023, all’Istituto Espresso Italiano è stato affrontato il tema della sostenibilità nella filiera del caffè. È emerso un quadro in cui la green economy, non più rinviabile, è anche opportunità di crescita.
Sotto il profilo legislativo, sono importanti due leggi europee: la Regulation on deforastation-free products, approvata lo scorso 19 aprile, imporrà anche alle aziende che trattano il caffè di poter vendere solo a fronte di una due diligence che attesti la non provenienza da terreni deforestati; la Corporate Sustainability Due Diligence, in attesa di approvazione, obbligherà le aziende con più di 250 dipendenti a identificare, prevenire, mitigare e comunicare gli impatti negativi su ambiente e diritti umani generati lungo l’intera catena di valore in cui operano. Questo, a cascata, impatterà anche sulle piccole e medie imprese.
Non solo: la Ue ha recentemente dichiarato (tramite la Corporate sustainability reporting Directive) che oltre al bilancio aziendale le aziende con oltre 250 dipendenti dovranno fare rendicontazione, coinvolgendo tutta la filiera comprese le piccole medie aziende cui le aziende capofiliera potranno chiedere report di sostenibilità.

Marta Schiraldi, Sustainability Manager Nestlé Italia, ha parlato del Nescafè Plan 2030, l’impegno da un miliardo di franchi svizzeri della multinazionale per ridurre le emissioni di gas serra in tutta la filiera e aiutare e supportare la cooperazione verso le comunità locali tramite pratiche agricole innovative come l’agricoltura rigenerativa, la scelta di varietà più resilienti e l’empowerment femminile. Schiraldi ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione “con ogni attore e in ogni fase della filiera”.

Carlotta Trombetta, Head of Quality & Welfare Costadoro ha parlato del Movimento B Corp per le piccole e medie imprese, sottolineando come il riconoscimento ottenuto dall’azienda torinese non sia “un bollino da appuntarsi ma una fotografia della volontà di impegnarsi in azioni concrete e di sottoporsi alla certificazione di terzi".

Paolo Marcesini, Direttore Italia Circolare, ha parlato invece dell'esperienza circolare del caffè: l’invito è di “non aspettare gli obblighi regolatori per capire come impatteranno sulla filiera: capire come essere sostenibili implica soldi e tempo spesi bene”. L’economia circolare è “il tentativo spesso disperato di recuperare una materia prima circolante. Oggi la percentuale di materia recuperata (Circularity Gap) e scesa al 7,2% (13% in Italia) ma è ancora più bassa nei Paesi produttori di caffè. Se raddoppiassimo il Circularity Gap con le altre economie potremmo fermare la crisi climatica”.

Enrico Metti, Sales Director Brita Italia, ha posto l’accento sui sistemi di filtrazione e la sostenibilità dell'acqua e le bottiglie di plastica non immense sul mercato grazie all’uso di acqua potabile, arrivate a 5 miliardi nel 2022. Se solo l’1% dell’acqua presente nel Pianeta è potabile, nel XX secolo il fabbisogno è cresciuto di sei volte e l’Italia è il secondo Paese più “idrovoro” della Ue. Metti ha anche ricordato come il trattamento dell’acqua per le macchine da caffè sia essenziale per allungarne la vita e risparmiare energia.

Federico Bruno BBL, Technology e Marcello Novelli di Hewlett Packard Enterprise hanno discusso della trasformazione digitale sostenibile: esistono tecnologie che aiutano a essere più sostenibili e l’efficienza non costa, porta guadagno e permette di fare di più con meno. Il 7% dell’energia mondiale è assorbito da Internet e It. “La sostenibilità è un catalizzatore, sta cambiando le regole del gioco: è qui l’innovazione, sta nascendo una nuova economia. Esserci dentro è fondamentale. Non è più un costo né una norma, è un’opportunità”.

Angelo Meroni, Sales Manager 9ren People, infine ha parlato di come applicare soluzioni di efficienza energetica in ambito aziendale, anche sfruttando le agevolazioni del PNRR: “occorre dotarsi di un piano finanziario e prevedere soluzioni lungimiranti e di ampia portata”.

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