Gli ultimi saranno i giochi

Le attività legate al gioco sono ritenute “a rischio integrato medio-alto”. Questa la classificazione che ne fa la task force di esperti voluta dal premier Giuseppe Conte, presieduta da Vittorio Colao...

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Le attività legate al gioco sono ritenute “a rischio integrato medio-alto”. Questa la classificazione che ne fa la task force di esperti voluta dal premier Giuseppe Conte, presieduta da Vittorio Colao, e che arriva mentre il Governo mette a punto la sempre più attesa “fase due” dell’emergenza Covid-19. Quella cioè della riapertura. Dovendo tenere conto anche delle richieste delle Regioni, con Lombardia e Veneto (supportate da Sicilia e Piemonte) che premono per una rapida ripartenza. Nella tabella di riepilogo delle classi di rischio integrato e di aggregazione sociale redatta dagli esperti, rientra quindi anche il settore del gioco, confermando le ipotesi (e i timori degli operatori) dei giorni scorsi che vedevano questo tipo di attività tra le ultime a rialzare le saracinesche. Nonostante l’accelerazione degli ultimi giorni che vede partire la “fase due” già dal 4 maggio, per bar e ristoranti si deve attendere il 18 maggio. Mentre le attività di intrattenimento al di fuori di questi esercizi (quindi, le sale dedicate, agenzie di scommesse o bingo) finiscono in fondo alla lista, perché ritenuti troppo a rischio contagio per la difficoltà di mantenere le distanze. Le “attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco”, figurano infatti come a rischio integrato “medio-alto”, come scrive il gruppo di lavoro di esperti, assieme a settori come “l’amministrazione pubblica e difesa: assicurazione sociale”, “attività di famiglie e convivenza come datori di lavoro per personale domestico”. Ma c’è un altro indicatore da tenere presente, ossia la “classe di aggregazione sociale”, con un range che va da un minimo di 1 a un massimo di 4 e che va a ovviamente a influenzare la classe di rischio integrato. Le “attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco” figurano nella classe 4, assieme a quelle “sportive, di intrattenimento e di divertimento”. Nei “modelli organizzativi e relazionali” che caratterizzeranno la fase due redatti dal comitato diretto da Colao, insieme agli scienziati e ai tecnici di Palazzo Chigi – i tre organismi incaricati di pianificare la ripresa – che hanno portato alle linee guida contenute del Dpcm del 26 aprile, sono state già decise le regole valide per imprenditori, commercianti e professionisti che hanno ricominciarto l’attività dopo Pasqua. Sempre con la raccomandazione di mantenere la distanza tra le persone di almeno un metro. Uffici e negozi, stando alle regole, devono essere puliti due volte al giorno. Prima dell’apertura e in una pausa quotidiana si dovrà provvedere al lavaggio degli ambienti e alla sanificazione. Devono risultare puliti anche i sistemi di areazione dei locali. Gli erogatori del disinfettante per le mani dovranno essere sistemati all’ingresso dei locali. Per gli uffici si dovrà provvedere anche a sistemare gli erogatori “accanto a tastiere e schermi touch”. I negozi e gli uffici pubblici devono avere un erogatore accanto alle casse e per chi utilizza il sistema di pagamento con i Pos. Chi lavora a contatto con il pubblico dovrà indossare guanti e mascherine. Gli stessi dispositivi sono raccomandati negli uffici e obbligatori quando non è possibile garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro. I guanti usa e getta dovranno essere indossati anche per chi acquista alimenti e bevande. Non solo. Per le attività aperte al pubblico saranno obbligatori ingressi scaglionati e la misura di riferimento per i locali è di 40 metri quadri: in questo caso potrà accedere una persona alla volta, “oltre a un massimo di due operatori”. In caso di locali più piccoli dovrà essere garantito il rapporto di un lavoratore e un cliente mantenendo la distanza di almeno un metro. Per quelli oltre 40 metri quadri “l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita”. Una serie di regole che dovrebbe valere anche per bar e sale da gioco, quando potranno ripartire. Anche se il calendario sarà stilato successivamente, e in base alle necessità dei cittadini. Per il momento, l’unica speranza “positiva” (si fa per dire) per gli addetti ai lavori delle sale da gioco è che, nel caso in cui la riapertura di questi locali dovesse essere prorogata anche oltre il mese di giugno, ci sarebbe la possibilità di un ammorbidimento degli obblighi e delle prescrizioni di legge: anche se non si potrà certo dire “beati gli ultimi”.

TABELLA DI RIEPILOGO DELLE CLASSI DI RISCHIO E AGGREGAZIONE SOCIALE

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