Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, FIPE e Hotrec rinnovano la campagna “Love Food Don’t Waste”

“Love food Don’t Waste”. Lo dice la campagna online lanciata a ottobre scorso da FIPE Confcommercio e Hotrec, l’associazione europea dell’ospitalità e dei pubblici esercizi che riunisce 47 associazion...

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“Love food Don’t Waste”. Lo dice la campagna online lanciata a ottobre scorso da FIPE Confcommercio e Hotrec, l’associazione europea dell’ospitalità e dei pubblici esercizi che riunisce 47 associazioni nazionali in 36 Paesi, e rilanciata in occasione dell'undicesima Giornata nazionale di prevenzione allo spreco alimentare, indetta per il 5 febbraio 2024 e istituita dalla Campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del ministero dell’Ambiente.

La campagna di FIPE e Hotrec coincide e appoggia la proposta della Commissione Ue di revisione della direttiva 2008/98/Ce: l’obiettivo è che entro il 2030 gli Stati membri riescano a ridurre i rifiuti alimentari del 30% tra retail, ristorazione e famiglie. Il Parlamento europeo procederà al voto sulla revisione della direttiva il prossimo 14 febbraio.

Rintracciata nella sua sede di Bruxelles, Marie Audren, Direttore Generale Hotrec, ha dichiarato: “Lo spreco di cibo ha un enorme impatto sociale, economico e ambientale. Ogni anno nell’Unione europea vengono generati oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, ovvero 131 chili per abitante. Questo rappresenta una perdita stimata di 132 miliardi di euro”. 

C’è da dire, però, che il settore dell’ospitalità genera una quota relativamente piccola di rifiuti di cibo: i dati Eurostat ci dicono che mentre i consumatori domestici ne generano per il 53% (dato 2020), il food service si prende il 9%.

Gli Stati membri dell’Ue, compresa l’Italia, dovranno prima valutare le proprie esigenze specifiche, e poi adottare misure adeguate a livello nazionale per raggiungere gli obiettivi prefissati – ha detto Audren –. Hanno a disposizione un’ampia gamma di strumenti dalle campagne di sensibilizzazione agli incentivi per le donazioni alimentari. Nel complesso, come Hotrec riteniamo che ci debba essere proporzione tra piccole e grandi imprese con metriche di misurazione specifiche che non penalizzino le microimprese, così come è necessario incoraggiare i clienti ad adottare le migliori pratiche e formare adeguatamente il personale”.

A questo proposito, in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, l'Osservatorio Waste Watcher International ha condiviso la fotografia dello spreco raccontata dal Rapporto “Il caso Italia”.

Nel giro di un anno, si è passati da 75 a quasi 81 grammi di cibo buttato ogni giorno pro capite nelle nostre case e da 524,1 grammi settimanali nel 2023 a 566,3 grammi settimanali nel 2024. Si tratta dell’8,05% di spreco in più rispetto a un anno fa. Nel 2024, in particolare,  in Italia lo spreco alimentare costerà circa 290 € annui a famiglia, ovvero circa 126 € pro capite ogni anno.

In totale, vale oltre 13 miliardi di euro lo spreco complessivo di cibo in Italia: un dato vertiginoso che include lo spreco a livello domestico – che incide per oltre 7miliardi e 445 milioni), quello nella distribuzione che vale circa la metà (quasi 4 miliardi €, per la precisione 3 miliardi e 996 milioni €), oltre allo spreco in campo e nell’industria, molto più contenuto. 

Si spreca soprattutto l frutta fresca, che svetta fra gli alimenti più gettati nell’ultima settimana media dei consumatori (25,4 grammi), seguono cipolle aglio e tuberi ma anche il pane fresco (20,1 grammi), le insalate (13,8 grammi) e le verdure (13,2 grammi).

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