La Fipe torna a denunciare l’insostenibile aumento dei tributi. "Quanto mostrato oggi da Confcommercio ne è la conferma. E’ davvero impensabile - nota in un comunicato la Federazione Italiana Pubblici Esercizi - amministrare un’impresa e pianificarne e gestirne lo sviluppo in una situazione in cui in pochi anni le tasse aumentano addirittura del 500%. E’ questo il caso di ristoranti e pizzerie, che hanno visto crescere la tassa relativa ai rifiuti (TARI) del 500% negli ultimi cinque anni, per non parlare delle discoteche, per cui l’aumento registrato arriva fino al 700%. E questo solo per quanto riguarda la TARI".
Secondo la Fipe, "in un momento in cui si intravede l’uscita dal tunnel dopo anni di congiunture economiche sfavorevoli, le imprese andrebbero agevolate anziché tassate sempre di più; in questa situazione non sarà facile per nessuno uscire veramente dalla crisi. Il problema ha una duplice dimensione: macroscopica per i ristoratori ed il commercio, ma anche legata al singolo cittadino. In generale i tributi locali hanno infatti avuto un’impennata spaventosa, in maniera difforme sul territorio nazionale, che ha impoverito tutti cittadini, non ripagata da una qualità del servizio".
"L’Italia - prosegue la nota - è costretta a esportare all’estero una parte consistente dei propri rifiuti: un costo enorme che arricchisce altri Paesi. Sviluppare con decisione l’economia circolare e considerare i rifiuti una risorsa porterebbe molti vantaggi: risparmi sul bilancio dello Stato, diminuzione del peso fiscale sulla popolazione e salvaguardia dell’ambiente. Auspichiamo quindi - conclude la Fipe - che il Governo agisca in maniera drastica intervenendo sulle inefficienze della spesa pubblica e non facendole pagare a imprenditori e cittadini".