Champagne, calice schiva crisi: il 2022 è da record anche in Italia

La sete di bollicine francesi batte inflazione e rincari di filiera. Lo champagne non ha patito le intemperie economiche e un generale aumento del prezzo che, nel 2022, secondo studi di settore france...

Condividi l'articolo

La sete di bollicine francesi batte inflazione e rincari di filiera. Lo champagne non ha patito le intemperie economiche e un generale aumento del prezzo che, nel 2022, secondo studi di settore francesi, ha registrato un rincaro globale del 6%, con un costo dell’uva al chilogrammo che ha superato la soglia dei 7 euro rispetto ai 6,35 euro dei dodici mesi precedenti. 

L’anno scorso è stata quindi un’annata eccezionale. I dati li ha forniti il Comitè Champagne (Comitè Interprofessionnel du Vin de Champagne, Civc), l’organismo statale che promuove, valorizza e tutela questo vino nel mondo, secondo il quale, il bilancio 2022 si è chiuso con un risultato inaspettato e memorabile, segnando un fatturato complessivo di 6,3 miliardi di euro, ovvero un livello mai raggiunto in tutta la lunga e secolare storia di questo pregiato vino. 

Il Belpaese ha brindato e ha contribuito a tale exploit, mettendo a sua volta a segno un giro di affari di 247,9 milioni di euro, il 19,1% in più rispetto al 2021, e conteggiando un totale di 10,6 milioni di bottiglie spedite dalla Francia verso il nostro paese. Certo siamo ancora lontani dai paesi top player, ma l’Italia è entrata nell’èlite delle zone più estimatrici delle bolle francesi, diventando il quinto mercato a livello di volumi esportati (superati nel 2022 sia il Belgio che l’Australia), mentre a valore, scalzando la Germania, si è posizionata al quarto posto del ranking mondiale. 

Oltre all’ottimo andamento generale, lo scorso anno è stata ribadita una tendenza che caratterizza molto il gusto degli italiani in tema di Champagne. «Notiamo oramai un forte interesse per le referenze di alta gamma, che oramai contano per il 31% del fatturato totale – ha commentato Charles Goemaere, Direttore Generale del Comitè Champagne –. Il mercato italiano è, quindi, sempre più composto da connaisseur, interessati a degustare e consumare la qualità più elevata dell’offerta, dai Millesimati fino soprattutto alle Cuveé de Prestige che generano oltre un quinto dell’intero giro di affari. Ma vale la pena sottolineare anche la crescente richiesta di Rosè, la cui quota sulle vendite in Italia è passata dal 5,9% del 2021 all’8,2% del 2022. A favorire questa crescita di tipologie top, riteniamo siano due fattori di base: un aumento dei consumi durante l’aperitivo e una generale robusta ripresa del canale Horeca».

Detto questo, il 2023 si avvia verso una vendemmia che si spera essere di alto livello. «Lo è stata quella del 2022, come non si vedeva da tanti anni, nonostante la situazione di siccità – dichiara sempre Goemaere –. Ovviamente le insidie del clima rimangono di stretta attualità e la produzione potrebbe risentirne nel 2023. In ogni caso, abbiamo scorte per oltre 1,2 miliardi di bottiglie che ci pongono al riparo.
Sul futuro del mercato dello Champagne rimaniamo prudentemente ottimisti, anche se ben consapevoli che il contesto economico mondiale non sia ancora dei migliori. Guardiamo con timore la scelta delle etichette health warning adottata dall’Irlanda, ritenendo che, così facendo, si perda quel grado di armonia legislativa a livello europeo e si mette a rischio la libera circolazione delle merci. Per di più, le bottiglie di Champagne sono etichettate con ampio anticipo prima di entrare in commercio, quindi un eventuale cambiamento obbligherebbe a fare delle sostituzioni delle label, cosa che comporterebbe un surplus dei costi non indifferente».

Pizzium, al via l’espansione: obiettivo over 50 entro fine anno

30 marzo 2023 | Redazione

Pizzium sforna locali come fossero pizze. Uno dopo l’altro e a grande ritmo, cosa che permette alla catena di pizzerie di rivendicare una copertura territoriale sempre più capillare. A Milano, con il...

Dentro il nuovo Orsonero, in zona Sarpi a Milano. Cambia lo spazio, ma non l'identità

08 maggio 2026 | Valentina Palange

Orsonero è leggenda a Milano. È stata la prima caffetteria specialty ad aprire 10 anni fa, nel 2016.

Notizie correlate

Amor, lo street food di Gruppo Alajmo punta a 20 aperture in tre anni

07 maggio 2026 | Redazione

Per il format Amor, nato dalla partnership dei fratelli Alajmo con F Retail e Areas Italia-MyChef, è in programma una rapida espansione, a partire dal canale travel retail

Il vegetale di Planted si sposa birra e cucina bavarese, da Löwengrube

23 aprile 2026 | Anna Muzio

Un menu vegetale in una tipica birreria bavarese. Lo puoi trovare da Löwengrube, che ha siglato una partnership con la food-tech svizzera Planted.

Poli Distillerie presenta Athanor, il nuovo brandy distribuito da Meregalli Spirits

15 aprile 2026 | Redazione

Si chiama Athanor il nuovo brandy presentato da Poli Distillerie, che ha scelto il palcoscenico di Vinitaly 2026 per lanciare un distillato che viene non a caso definito "forgiato dal fuoco e dal temp...

Carmen Medellín a Firenze: una cena a otto mani tra tecnica, fermentazioni e identità

13 aprile 2026 | Redazione

Federica Bucci (a cura di)Carmen Medellín arriva a Firenze con un’idea precisa: raccontare la propria identità attraverso ingredienti, fermentazioni e distillati, senza semplificazioni. Negli spazi de...

Apre Lento. Dove tutto rallenta, tra piatti alla brace e cocktail in pairing

13 aprile 2026 | Redazione

Griglia e mixology a fuoco… lento. Tempo di brace, long drink, ma soprattutto di rallentare il ritmo di vita e concedersi un sano momento di relax per un momento serale di piacevole convivialità. Un’e...

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 386 - Maggio 2026
05 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati