Gruppo Caviro archivia il 2018 con un fatturato pari a 330 milioni di euro, in crescita del +4,6%, e un utile che sale a quota 5 milioni di euro.
Positivo il margine operativo lordo (Ebitda) che si assesta sui 21 milioni di euro. "Abbiamo chiuso un bilancio molto positivo nei numeri - ha detto a Forlì Today, il presidente Carlo Dalmonte -. Ne avevamo bisogno, soprattutto per risollevare il patrimonio dopo la complicata transazione dello scorso anno generata dalla ‘Questione Portogallo’. Una truffa che abbiamo subìto oltre 20 anni fa, che ci ha visti danneggiati su più fronti e che, nel 2017, ci ha imposto un pagamento di 7,4 milioni di euro. Dal punto di vista contabile siamo quindi completamente soddisfatti anche se nella consapevolezza di non aver raggiunto le quotazioni che avremmo voluto rispetto al vino venduto sfuso".
Tra i numeri più significativi del 2018 vi è la crescita sostanziale degli investimenti che sfiora la cifra record di 26 milioni di euro: "Tra i progetti più importanti che abbiamo portato a termine - prosegue il presidente Dalmonte - ci sono la nuova linea di imbottigliamento all’interno dello stabilimento di Forlì, le nuove autoclavi nello stabilimento di Savignano sul Panaro, la rinnovata cantina di Fumane della società controllata Cesari e, infine, il nuovo impianto di produzione di biometano a Faenza che andremo a inaugurare nei primi giorni di giugno. Oltre all’avvio del progetto Leonardo da Vinci che si sta sviluppando quest’anno in occasione del cinquecentenario dalla scomparsa".
Tra le operazioni che si sono concluse nel 2018 anche la nascita di Caviro Extra, società che sostituisce Caviro Distillerie e che opera nel settore della bioraffinazione completando il percorso di economia circolare del Gruppo, e l’acquisizione della Certificazione SA8000 sulla Responsabilità Sociale di Impresa.