Decortica 2026: il sughero Amorim torna a nascere dalla natura tra artigianalità e sostenibilità

La raccolta entra nel vivo in Portogallo: un gesto antico che rigenera le foreste e dà vita all’unica chiusura per vino con impronta di carbonio negativa.

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Al via in Portogallo la stagione della decortica, il momento in cui le querce vengono liberate dalla propria corteccia per dare origine a uno dei materiali naturali più straordinari al mondo: il sughero. Per Amorim Cork, azienda mondiale nella produzione di sughero, questo passaggio rappresenta molto più di una raccolta agricola: è l’inizio di un processo che unisce sapere artigianale, rispetto dell’ambiente e innovazione sostenibile.

La decortica 2026, avviata a metà maggio, accompagna il meticoloso lavoro nelle foreste portoghesi fino alla fine di luglio e, secondo le previsioni, sarà una stagione regolare, in linea con la media dell’ultimo decennio. Si tratta di un’attività che richiede esperienza, precisione e profonda conoscenza della pianta, infatti la corteccia viene rimossa senza arrecare alcun danno all’albero, in un’operazione delicata tramandata di generazione in generazione. È proprio dopo la decortica che la quercia da sughero esprime al massimo il proprio valore ambientale, poiché attiva un naturale processo rigenerativo che può aumentare fino a cinque volte la sua capacità di assorbire anidride carbonica. Le sugherete rappresentano, così, uno degli ecosistemi più preziosi del bacino mediterraneo, fondamentali nella lotta contro i cambiamenti climatici e la desertificazione.

In questo contesto si inserisce anche il nuovo studio LCA (Life Cycle Assessment) sviluppato da Amorim, che conferma come il tappo in sughero sia l’unica chiusura per vino con un’impronta di carbonio negativa. Questo significa che, lungo il proprio ciclo di vita, il tappo in sughero è in grado di trattenere più CO₂ di quanta ne venga emessa per produrlo. Un risultato che rafforza ulteriormente il ruolo del sughero come scelta concreta di sostenibilità per il mondo dell’enologia e oltre.

Un nuovo studio sviluppato da Amorim in conformità alla norma ISO 14067, conferma come il tappo in sughero sia l’unica chiusura per vino a presentare un’impronta di carbonio negativa entro i confini del sistema analizzato. Questo significa che, all'interno di tali limiti definiti (dalla foresta fino alla conclusione del processo produttivo "gate"), i tappi sono in grado di trattenere più CO₂ di quanta ne venga emessa per produrli.

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Dietro ogni tappo in sughero c’è un patrimonio naturale unico e una filiera costruita sul rispetto della foresta. La decortica è uno dei momenti più emblematici di questo equilibrio: un gesto che arricchisce la pianta, perché ne stimola la capacità rigenerativa. È anche grazie a questo processo virtuoso che il sughero continua a rappresentare la soluzione più sostenibile e qualitativamente performante per la conservazione del vino.

Daniele Stangherlin, direttore commerciale Amorim Cork Italia

Il valore del tempo

Il tempo è uno degli elementi chiave di questo ecosistema. Dalla piantumazione della quercia alla prima decortica trascorrono circa 25 anni, mentre ne sono necessari oltre 40 affinché l’albero produca sughero adatto alla realizzazione dei tappi. Una risorsa preziosa e rinnovabile che può continuare a essere raccolta ogni nove anni per oltre due secoli.

Parallelamente, Amorim prosegue il proprio impegno nella tutela e nello sviluppo delle foreste di querce da sughero. L’azienda conferma l’obiettivo di raggiungere la piantumazione complessiva di 1,5 milioni di nuovi alberi entro il 2030, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio ambientale unico. Continua inoltre il lavoro di ricerca sulle possibili applicazioni derivanti dal recupero delle ghiande, nell’ottica di valorizzare ulteriormente le risorse offerte dalla foresta mediterranea.

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