Nelle case degli italiani vivono circa 6 milioni di cani. Che naturalmente, spesso, seguono i
loro padroni anche al ristorante. Anche da questa considerazione deve avere preso le mosse l’iniziativa “Sei zampe a tavola”, organizzata ieri a Treviglio nel ristorante giapponese Japo di Silvia Tetoldini e Emanuele Giacomelli. L’idea, messa a punto insieme al veterinario Flavio Giardinelli, è semplice: una dozzina di cani - racconta il sito Larassegna.it - hanno accompagnato i loro padroni a pranzo sfilando per la centrale via Roma. Una volta raggiunto il locale diretto in cucina dallo chef Hiroaki Koga, si sono accomodati sotto ai tavoli, dove sono rimasti in modo educato e senza creare confusione anche mentre i camerieri passavano davanti a loro portate succulente, dal sushi alle scaloppine.
Ma se il cane rimane a casa? In questo caso sembra crescere anche nel nostro Paese l’usanza della doggy bag, ovvero la busta da utilizzare per portare a casa il cibo avanzato. Secondo una
recente indagine di Coldiretti/Ixé - sottolinea il sito Tekneco - per il 25% delle persone chiederla è ritenuta un’azione addirittura volgare, da maleducati o da spilorci. Solo un italiano su cinque, infatti, chiede ogni tanto di poter portare a casa gli avanzi. Ma qualcosa sta cambiando anche da noi, forse sulla scorta di quanto avviene negli Usa dove la doggy bag rappresenta prassi talmente diffusa che spesso molti ristoratori, senza neanche che i clienti lo richiedano, preparano direttamente la bustina con gli avanzi. Contrariamente al Belpaese, negli States si tratta perfino di un fenomeno di tendenza: basti ricordare che anche il presidente Obama chiese di poter portare a casa la pasta avanzata.