Le aziende che commerciano caffè verde, a stretto contatto con la produzione, lanciano l’allarme: aumenta il consumo di caffè nel mondo, si aprono nuovi mercati, dalla Cina all’Iran, ma la produzione fatica a stare al passo con la domanda, soffre i cambiamenti climatici ma a farne le spese sono soprattutto i 25 milioni di piccoli produttori che stentano a sopravvivere. “A volte mi fa sorridere chi filosofeggia sulla qualità, quando manca la materia prima. Il caffè è una delle specie a rischio di estinzione a livello globale” dice Alberto Polojac, responsabile acquisti di Imperator. Il messaggio dunque è chiaro: anche il barista deve conoscere l’origine del prodotto che tratta tutti i giorni e conoscerne risvolti e problematiche. “E dobbiamo smetterla di guardare solo al prezzo – dice Massimiliano Damiano, esclusivista per l’Italia dell’olandese G. Bijdendijk –. Per anni abbiamo pensato di essere i più bravi a fare il caffè, ma manca la cultura”. E stiamo rischiando di perdere terreno, dando per scontato e trattando come commodity un prodotto che, in realtà, è molto più complesso e prezioso.
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