Sfondare a Miami non è affatto facile. Ben Dj, professionista del mixer, tunisino che ha passato un lungo periodo in Italia, da qualche mese lavora a testa bassa per riuscirci. Abituato al caldo della tua terra, al sole di Miami sta benissimo. "Nessuno ti regala niente, l'ambiente è forse ancora più selettivo che in Italia", racconta. "Ma sei al centro del mondo. L'altro giorno ho suonato su Ocean Drive ed è passato di lì Jamie Fox. E la musica conta molto. Una volta che gli addetti ai lavori capiscono che sai lavorare, il gioco è fatto".
E la città, dal punto di vista musicale com'è? "Molto diversa da quella di chi la vive solo durante la Winter Music Conference può pensare. La musica è molto commerciale. Il genere che funziona di più è un non genere, lo chiamano 'open music', che significa passare un po' di tutto, dall'hip-hop alla house, in velocità e dando buonumore".
Tu suoni al Cavalli Club, al Wall, al Mansion. Cosa contraddistingue questi locali? "L'esclusività conta, in città, più che in Italia. Chi frequenta questi locali sembra proprio non aver troppi problemi di portafoglio".
Lorenzo Tiezzi