Seppur sempre inferiore ai livelli generali (+7,6%), l'inflazione per i servizi di ristorazione commerciale non si arresta e tocca a marzo – su elaborazione Fipe dei dati Istat – il +0,4% rispetto a febbraio e il +7,3% sullo stesso mese del 2022.
Guardando ai bar, il profilo inflazionistico raggiunge il +5% manifestando un rallentamento sul mese di febbraio. Ad alzare la media sono i prodotti di pasticceria e gelateria (+6,6%) e gli snack (+5,3%); con la caffetteria che segna il +5%, le bevande analcoliche il +4,6% e quelle alcoliche il +4,4%.
Nei ristoranti tradizionali, invece, gli incrementi sul 2022 sono del 6,3%, mentre le pizzerie riportano un aumento dei prezzi del 7,6%. La gastronomia registra il +7,9%, i fast food il + 6,5% e il delivery il +13,3%.
Quanto alle mense, si verifica una variazione negativa dello 0,3% che frena dunque l'inflazione del comparto.
FIPE: “MENO IMPRESE DICHIARANO FALLIMENTO”
Intanto, prosegue la ripresa del settore turistico e ricettivo in Italia. Se si confronta il primo trimestre dell’anno in corso con lo stesso periodo del 2021, la contrazione dei fallimenti è stata del 26,6%. I numeri rispecchiano il trend rilevato dall’Istat che, in generale, ha registrato una crescita congiunturale destagionalizzata delle imprese del 3,8%. A trainare l’aumento è stato proprio il comparto dei servizi, con la ristorazione che insieme ai servizi di alloggio ha guadagnato l’11,5%.
Stando ai dati elaborati del Centro Studi Fipe sono state 163 le imprese che nei primi tre mesi di quest'anno hanno dichiarato fallimento contro le 221 del 2022 e le 227 nel 2021. Una testimonianza, questa, della progressiva ripresa del mercato negli ultimi mesi, dopo tre anni particolarmente difficili segnati innanzitutto dalla pandemia di Covid-19.
Secondo gli analisti dell'associazione di Confcommercio “possiamo parlare di un segnale positivo, che riporta su numeri più contenuti rispetto a quelli registrati negli anni precedenti”.