Chi parla è l'avvocato Attilio Pecora, che svolge per la dirigenza nazionale del Silb-Fipe l'attività di “consulenza e di aggiornamento normativo e giurisprudenziale nelle problematiche suddette e del panorama legislativo che riguarda le imprese di trattenimento danzante”. Il suo studio legale si occupa di problemi relativi al contenzioso tra le imprese e le pubbliche amministrazioni, “soprattutto per l'impugnazione di sanzioni e misure restrittive adottate a carico delle discoteche (es. sanzioni e misure restrittive per inquinamento acustico, riduzione orari di attività, violazioni del TULPS, sospensioni e revoche delle licenze, ecc...)”.
Martedì 23 settembre presso l'Hotel Ferrara, al convegno "Il Divertimento è una Cosa Seria", l'Avv. Pecora ha detto che l'abusivismo nel settore dell'organizzazione dei trattamenti danzanti è un fenomeno dalle dimensioni quasi incontrollabili. E i danni per il settore sono più che gravi. "Le cause fondamentali sono essenzialmente tre: pressione fiscale inimmaginabile, inadeguatezza del sistema autorizzatorio (complesso, obsoleto, lacunoso e poco chiaro) e i controlli, spesso svolti con modalità disomogenee, inadeguate e a volte accaniti verso le imprese autorizzate". Michele Moretti, vicepresidente nazionale Silb, ha poi aggiunto che con questo appuntamento si vuole fotografare la situazione del divertimento notturno nel suo insieme. "Vogliamo lanciare un grido d'allarme perché se non si pone freno all'abusivismo, le aziende che agiscono nel rispetto delle norme rischiano la sopravvivenza".
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