Attenti alla truffe

Penso che sia noto a tutti ciò che è accaduto a Roma pochi mesi addietro. Parlo di quello che i media hanno ribatezzato lo scandalo del “Maddoff dei Parioli”. Non ci possono essere equivoci, si è trat...

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Penso che sia noto a tutti ciò che è accaduto a Roma pochi mesi addietro. Parlo di quello che i media hanno ribatezzato lo scandalo del “Maddoff dei Parioli”. Non ci possono essere equivoci, si è trattato di una truffa perpetrata ai danni di persone famose o comunque benestanti del panorama capitolino.
Lo schema era molto semplice: al cliente A veniva proposto un investimento a bassissimo rischio e ad altissimo rendimento. Dato che quanto prospettato era completamente fuori mercato, il cliente A ben volentieri segnalava l’amico B al consulente.
Al cliente B veniva fatta la stessa proposta e i capitali raccolti dal secondo investitore servivano per pagare gli interessi al cliente A, qualora questo volesse o dovesse disinvestire. I capitali venivano raccolti dai consulenti quasi esclusivamente sotto forma di denaro contante che poi veniva appoggiato su conti correnti intestati, ovviamente, non agli investitori.
Si parla di un truffa da oltre 200 milioni di euro.Come è logico tali notizie hanno impressionato l’opinione pubblica e, di conseguenza, il settore finanziario ha aumentato l’offerta di titoli di stato, obbligazioni bancarie e controgarantiti appunto per ovviare alla scarsa fiducia della clientela. Fiducia minata dal seguente dubbio che attanaglia molti risparmiatori: come faccio a capire se mi stanno truffando?

Vincoli e obblighi
Ci sono molti modi e non è necessario avere competenze economiche, finanziarie o investigative. Le Autorità di Vigilanza (Consob, Isvap e Banca d’Italia) hanno imposto vincoli e obblighi anche formali per quanto riguarda l’approccio di un consulente alla sua clientela. Ecco alcuni punti fondamentali cui è bene non derogare se non si vuole venir truffati.
Quando si incontra un consulente finanziario è importante controllare se
effettivamente è iscritto all’Albo (deve presentare un documento, redatto dalla società per cui lavora, in cui compaiono estremi della società e del
consulente, iscrizioni ai rispettivi albi) e se la sua società è altresì compresa fra quante Banca d’Italia ha autorizzato ad operare. Se volete farlo in maniera autonoma consultate questi due siti:
- www.albopf.it (albo dei promotori finanziari)
- www.uic.it e www.consob.it (per quanto riguarda la società).
Stabilito che il consulente con cui inizierete a parlare dei vostri risparmi è legalmente autorizzato ad esercitare la sua attività basta seguire pochissime altre regole per evitare brutte sorprese. Innanzitutto mai consegnare denaro contante (a meno che l’interlocutore non sia lo sportellista di banca ovvio) ma solo ed esclusivamente strumenti di pagamento (bonifici, assegni bancari o circolari) non trasferibili ed intestati alla Banca o Società di Gestione che concretamente investirà i vostri soldi. Cercate sempre di leggere quello che state per firmare, fate domande e fatevi rilasciare copia dei contratti sottoscritti (le società ormai aggiornano la modulistica anche trimestralmente quindi può capitare di firmare su carta semplice, non vi preoccupate). Fate molte domande e cercate di capire la tipologia di prodotto che state per sottoscrivere e soprattutto non cercate contemporaneamente il rendimento estremamente elevato e il rischio 0; dovete bilanciare il vostro investimento: più rischio assumete maggiori possibilità di guadagno avete e viceversa.
Non si deve parlare di pessimi consulenti, queste persone non sono consulenti o promotori finanziari... sono semplicemente dei delinquenti.

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