Sulla scorta della felice esperienza delle Cene Galeotte, iniziativa unica nel suo genere da ben otto anni in programma al carcere di Volterra, nascono a Firenze gli Aperitivi Galeotti. Quattro le serate aperte al pubblico (80 posti ad appuntamento, prenotazione obbligatoria), con inizio alle ore 18, che vedranno i detenuti della struttura penitenziaria di Sollicciano coinvolti nella realizzazione di altrettanti aperitivi con il supporto - a titolo gratuito - di importanti chef del panorama fiorentino: Simone Cipriani del Ristorante Il Santo Graal (giovedì 23 aprile); Enrico Panero del Ristorante Da Vinci (giovedì 21 maggio); Nicola Schioppo dell'Osteria Cipolla Rossa (giovedì 4 giugno); Marco Stabile del Ristorante Ora d'Aria (giovedì 18 giugno).
Fortemente voluti da Unicoop Firenze, che oltre a fornire le materie prime necessarie alla realizzazione dei piatti assume i detenuti - una decina circa a serata - retribuendoli regolarmente, e dalla dorettrice della struttura penitenziaria Maria Grazia Giampiccolo, gli Aperitivi Galeotti mantengono inalterata la forte valenza sociale e benefica dell'iniziativa: oltre ad essere una irripetibile occasione formativa per i detenuti coinvolti. L'intero ricavato delle serate (20 euro a persona) verrà infatti devoluto in favore dei lavori di restauro del Battistero di Firenze, sottolineando il rapporto fra Sollicciano e la città.
Ad accompagnare gli aperitivi i vini, messi a disposizione anche in questo caso in maniera totalmente gratuita, delle aziende Fattoria Montellori di Fucecchio (FI), Villa Montepaldi di San Casciano (FI), Cooperativa Sociale Placido Rizzotto - Libera Terra di San Giuseppe Jato (PA) e Cavit di Trento. Gli Aperitivi Galeotti sono realizzati con l'imprescindibile apporto di Pantagruel - Associazione per i diritti dei detenuti Onlus (www.asspantagruel.org), la collaborazione del Ministero della Giustizia e della direzione della Casa Circondariale N.C.P Sollicciano, il supporto della delegazione fiorentina della Fisar (che oltre alla selezione delle cantine affiancherà i detenuti nel servizio) e la supervisione artistica del giornalista Leonardo Romanelli.