Alla scoperta dell'olio

Il settore dell’olio d’oliva è vario e capillare dove poco di quello che luccica è oro.Sul mercato ci sono diverse tipologie che si presentano con colori e forme diversificate, ma soprattutto con prez...

Condividi l'articolo

Il settore dell’olio d’oliva è vario e capillare dove poco di quello che luccica è oro.
Sul mercato ci sono diverse tipologie che si presentano con colori e forme diversificate, ma soprattutto con prezzi moltio differenti.
Allora, come scegliere un prodotto piuttosto che un altro considerando che tutti, in etichetta, riportano la stessa scritta “olio extra vergine d’oliva”? Esiste realmente una differenza tra gli oli in vendita?

Proprietà dell’olio d’oliva
L’olio d’oliva è, com’è noto, tratto dalla spremitura delle olive. A seconda delle olive in questione, della zona, delle proprietà del terreno, le componenti possono variare leggermente, così come varia il gusto.
Ogni regione italiana ha la sua tradizione in materia: se il toscano è definito spesso come il più pregiato, le sue caratteristiche sono fondamentalmente un retrogusto più fruttato e un sapore più leggero, gli oli meridionali tendono ad avere sapori più forti. L’olio spesso non è neanche 100% italiano, malgrado siamo i secondi produttori in Europa, ma primi per importazione.
In realtà, vi sono altri fattori che possono intervenire alterando qualsiasi notazione regionalistica. Ad esempio le olive devono essere spremute entro 48 ore, pena una forte alterazione delle proprietà organolettiche. Le olive raccolte da terra (come accade in Grecia) abbassano di molto la qualità, così come in generale le olive ormai nere sono meno buone di quelle mature ma ancora verdi. Specie di ulivi ad alto rendimento spesso offrono una qualità minore e anche una non corretta pulizia delle olive (con qualche ramo che magari finisce nella macine) può condizionare più di quanto non si pensi la qualità del tutto.
A conti fatti, è difficile che un extravergine sotto i 10 o 12 euro a bottiglia possa essere davvero ottimo (mentre è possibile che sia “buono”). E questo a prescindere, come detto, dalla mera provenienza.

Perché extravergine?
Intendiamoci, l’olio d’oliva mantiene molte delle sue proprietà salutari anche nelle peggiori varianti “chimiche”, come l’olio di sansa d’oliva (che può essere utilizzato come alternativa all’olio di semi come grasso da frittura economico) che possiede alla fine anch’esso una percentuale molto alta di grassi monoinsaturi.
Ma sappiamo tutti che le proprietà organolettiche di un extravergine di qualità sono superiori a quelle di qualsiasi altro olio.
Ma cosa è un olio extravergine? Si tratta dell’olio prodotto da una spremitura meccanica, senza uso di solventi chimici, e senza particolari passaggi intermedi o lunghi tempi di attesa. L’acidità raggiunge massimo l’1%. L’olio vergine d’oliva, invece, pur essendo sempre risultante da procedura meccanica, ha proprietà organolettiche inferiori, un’acidità al 2% e un certo deterioramento della vitamina E. Se invece c’è scritto olio d’oliva, per lo più si tratta di un miscuglio di olio di sansa alimentare e olio vergine.

Blend o monocultivar?
L’olio in cucina è determinante: a seconda della tipologia che si sceglie, può cambiare il gusto del piatto. In Italia esistono 395 cultivar: tra le varietà più note ci sono Leccino, Frantoio, Moraiolo, Ogliarola, Coratina, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Gentile, Canino, Biancolilla e Carolea.
Per olio monocultivar si intende un olio prodotto da una sola tipologia di olive a differenza dell’olio tradizionale che viene prodotto miscelando tipologie diverse di olive (blend).
L’olio monocultivar rappresenta un punto di arrivo nella ricerca della purezza, qualità ed eccellenza.
In cottura meglio utilizzare il blend, che di solito è più neutro. Se si cucina per esempio frutti di mare, un monocultivar piccante può penalizzarne la naturale dolcezza.
Ci sono invece piatti che richiedono il monovarietale e a seconda delle esigenze non c’è che l’imbarazzo della scelta.
L’ideale è abbinare ricette di una certa area geografica con l’olio prodotto in quella regione; olio ligure per fare il pesto, olio toscano per i fagioli all’uccelletto e, per preparare una saporita peperonata, usare olio pugliese.

Cibo in movimento

27 giugno 2013 | Redazione

Il settore food è forse quello che risente meno della crisi. La cucina in tutte le possibili definizioni – cibo, cultura, società, lavoro – e quindi collegabile pure al design. Con quest’obiettivo è n...

Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia 2027: ecco i premiati.
Assegnati 26 riconoscimenti alle eccellenze del settore

22 ottobre 2026 | Redazione

Dalle torrefazioni storiche alle microtorrefazioni specialty, la quinta edizione della Guida fotografa il panorama italiano del caffè. Sono 210 le realtà censite, 218 i locali segnalati dove degustare i prodotti selezionati e 15 le nomination per le nuove categorie Espresso da Cappuccino e Coffee in Mixology

Notizie correlate

È sake pairing per Parmigiano Reggiano. In attesa di kombucha, birra e whisky

22 ottobre 2026 | Matteo Cioffi

Lo sguardo del Consorzio del Parmigiano Reggiano resta vigile e attento a cogliere nuove partnership e proporre agli avventori dei locali innovative esperienze di gusto

Norbert Niederkofler, a fine anno si chiude il suo percorso da Horto

19 ottobre 2026 | Redazione

Il 31 dicembre 2026 si concluderà la collaborazione dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che ha accompagnato Horto nei suoi primi quattro anni, contribuendo in modo significativo alla costruzione della sua identità e alla sua crescita.

Prodotti da forno: l'unione tra Vandemoortele e Délifrance diventa realtà

14 ottobre 2026 | Redazione

L'integrazione tra l'attuale divisione Bakery Products di Vandemoortele e Délifrance riunisce circa 6.000 collaboratori in 41 stabilimenti di produzione tra Europa, Stati Uniti e Asia, per un fatturato complessivo che si aggira intorno ai 2,2 miliardi di euro

Surgital: obiettivo estero per la nuova linea Bakery di Pastificio Bacchini

14 ottobre 2026 | Redazione

Pancake e crêpes, protagonisti della linea Bakery, possono infatti accompagnare colazione, brunch, pausa veloce, aperitivo e dessert e trovare applicazione dagli hotel ai bistrot, dai ristoranti a catering e catene di ristorazione

Debutta a Milano Rosso, format premium di Rossopomodoro. Le prossime aperture in Italia e all'estero

12 ottobre 2026 | Matteo Cioffi

Rosso, dopo l’esordio milanese, avvierà il piano di espansione che prevede nel 2027 un’apertura a Roma e una all’estero. Nei prossimi tre anni previste dieci nuove aperture

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati