Alcol e minorenni: un tema spinoso cui i gestori dei pubblici esercizi debbono prestare molta attenzione: si rischia infatti di incorrere nella sospensione dell’attività, come dimostra la recente Sentenza n. 209/2017 del TAR Lombardia.
Questo in sintesi l’accaduto, riportato da PolNews, il quotidiano online della Polizia locale. Viene portato al Pronto Soccorso un minore colto da un grave malore dovuto all’abuso di alcolici. In seguito all’esposto della madre, il questore, avendo rilevato una condotta censurabile a carico di un esercizio pubblico, dispone per quest’ultimo la sospensione della licenza per due settimane.
Il gestore ricorre contro il provvedimento, deducendo un eccesso di potere e un difetto motivazione: il ricorrente ha dimostrato come siano state preventivamente assunte tutte le misure precauzionali necessarie ad assicurare che all’interno del locale non venissero somministrate bevande alcoliche a soggetti minorenni. In particolare, il gestore ha sottolineato come fosse stato fornito un braccialetto rosso ai minorenni e verde ai maggiorenni. Il che avrebbe dovuto essere sufficiente a guidare il lavoro dei barman.
La Cassazione ha tuttavia respinto il ricorso, dal momento che al tavolo del minorenne erano state portate, durante la serata, due bottiglie di vodka. Il fatto, non negato in alcun modo, depone già in termini sfavorevoli. Inoltre - ricorda sempre PolNews -, il potere previsto dall’art. 100 del TULPS ha natura preventiva e cautelare, e in questo senso la sospensione della licenza deve ritenersi legittimamente adottata qualora ricorra una qualsiasi situazione pericolosa per la collettività, a prescindere dalla colpa del titolare dell’esercizio.