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DIC. GEN. 2015

36

C

ome tutti sapranno, gli

alimenti in commercio

spesso contengono de-

gli ingredienti allerge-

nici che, se nondichiarati in etichetta,

possono provocare reazioni violente

nelle persone predisposte.

Èper questomotivo che l’UE, da anni,

si è attivata per cercare di garantire

una tutela in più in tema di allergie

alimentari.

Dal 13 dicembre è entrato in vigore

il Regolamento UE 1169/2011dell’U-

nione Europea relativo alle informa-

zioni sulle etichette alimentari, che

prevede che “qualunque ingrediente

o componente che causi allergie o

intolleranze e che viene utilizzatonel-

la produzione o nella preparazione

di un alimento ed è ancora presente

nel prodotto finale, anche se in una

forma modificata” sia comunicato ai

consumatori quando è presente in

alimenti che non sono preconfezio-

nati ma sono venduti comunque al

dettaglio o attraverso somministra-

zione (p. es. bar o ristoranti).

IL PERCORSO LEGISLATIVO.

Gli

allergeni sono in aumento e variano

a seconda delle aree geografiche:

negli USA, ad esempio, è molto sen-

tita l’allergia alle arachidi (è a tutti

noto quanto burro alle arachidi viene

consumato dagli americani), mentre

in Italia è in ascesa quella al kiwi.

Già con il D.Lgs. 114/2006 il nostro

Governo aveva voluto porre rime-

dio alla problematica degli alimenti

allergenici, che ogni anno causano

la morte di persone predisposte

(si pensi alla bambina della scorsa

estate, della quale hanno parlato per

giorni i giornali, deceduta per shock

anafilattico dopo aver consumato un

gelato), approvando una legge, a tu-

tela dei consumatori, che apportava

modifiche al D.Lgs. 109/92 relativo

all’etichettatura degli alimenti.

Inbase a questa norma, ogni sostanza

appartenente alla lista dei potenzia-

li allergeni o sia da questi derivata,

quando impiegata nella preparazione

dei prodotti alimentari e residua nel

prodotto finito anche se in forma

Etichette e allergeni,

che cosa è cambiato

IN CUCINA

Con l’entrata in vigore

del Regolamento UE

1169/2011 dell’Unione

Europea relativo alle

informazioni sulle

etichette alimentari,

cambia l’informazione

contenuta sui prodotti

confezionati che si

utilizzano in cucina

e quella da dare

ai propri clienti. In

particolare per gli

ingredienti allergenici

DI GREGORI NALON -

WWW.GREGORICHEF.IT

L’INFORMAZIONE AL CLIENTE

Riconoscimento in sei tappe

Se, quindi, riguardo ai prodotti preconfezionati il

Regolamento è un passo avanti per chi lavora in

cucina perché può conoscere gli ingredienti degli

alimenti che utilizza, un capitolo importante riguarda

l’informazione ai clienti. Su questo punto si dovrebbe

indicare nel menu la presenza di allergeni nelle

pietanze servite, ma anche nei panini, nei piatti

che si servono al bar, e quanto si vende sfuso o si

somministra. Su questo punto la Federazione dei

pubblici esercizi ha chiesto al governo di comunicare

anche a voce la presenza di allergeni nei piatti

del ristorante e di prorogare di almeno 18 mesi

l’entrata in vigore del regolamento. Per un modello di

ristorazione come quello italiano, è la considerazione

della Fipe, che fa della varietà e della non ripetitività

dei piatti la propria ricchezza sarebbe improponibile

l’imposizione di gestire solo per iscritto la

comunicazione ai clienti sia che si tratti di indicarlo

nel menu, in un registro, in un cartello o tramite altro

sistema equivalente.