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FEB. MAR. 2018
Nella nostra preparazione teniamo
molto anche all’educazione alimen-
tare, attraverso la conoscenza degli
aspetti nutrizionali dei prodotti e
l’elaborazione di menù equilibrati».
Per Samaden l’attenzione al cibo è
importante, ma non basta. «Propo-
niamo un corso di alta formazione
in hospitality management - spiega
- dove ragazzi di circa 20 anni gesti-
scono un albergo didattico. Anche
in questo caso, ci sono scambi e
contaminazioni con altre scuole.
Credo che questo sia il modo mi-
gliore per trasferire le conoscenze.
Apprezzo la scelta dei Ministri, ma
credo sia importante sottolineare che
il food è espressione di un territorio
Levico Terme. «Nella sede di Le-
vico Terme – racconta il dirigente
Federico Samaden – c’è un risto-
rante didattico aperto al pubblico,
gestito dai ragazzi del 4° anno. Nel
corso di specializzazione in cucina
regionale ruotano ogni anno 4 re-
gioni. Quest’anno tocca a Piemon-
te, Lombardia, Sicilia e Campania,
che mandano per 4 o 5 giorni da
noi un gruppo di studenti di un
altro istituto accompagnati da un
docente. I nostri ragazzi studiano
con gli ospiti il menù, lo mettono in
opera, lo presentano e continuano
a proporlo per due settimane. Così
approfondiscono la conoscenza dei
prodotti di altri territori italiani.
e parte di un concetto più ampio
di ospitalità. Secondo me occorre
promuovere l’ospitalità italiana e
l’anima dei territori e all’interno di
questo percorso valorizzare anche
il cibo».
UN’IDEA APPREZZATA
Spostandosi verso sud, l’approccio
non cambia. «Nel nostro lavoro quo-
tidiano – spiega Giovanna Ferrante,
dirigente dell’Istituto Marchitelli di
Villa Santa Maria (Ch) - usiamo i
prodotti del territorio, cerchiamo di
farli scoprire ai ragazzi e di esplo-
rare il territorio attraverso le sue
tipicità. Le due scoperte vanno di
pari passo e si completano a vicen-
da. Insegniamo a porre al centro
del piatto la qualità del prodotto
alimentare. In questo collaboriamo
molto con le aziende locali: la for-
mazione comprende visite e stage
e si completa facendo pratica con
l’utilizzo di questi prodotti. Cerchia-
mo poi di rendere più consapevoli i
ragazzi, attraverso il confronto con
sapori e saperi di altre zone italia-
ne e non solo: stiamo iniziando un
progetto con una scuola francese.
È una prassi comune per le scuo-
le alberghiere fare degli scambi e
credo che questo sia un elemento
di crescita per i ragazzi».
Quanto alla scelta di dedicare un in-
tero anno al nostro cibo, la Ferrante
la ritiene una buona idea. «Il cibo ita-
liano – sostiene - già gode di grande
successo, ma intitolargli un anno in
quanto elemento che accomuna gli
uomini mi sembra molto positivo».
IN PROFONDITÀ (2)
Il programma dell’iniziativa
Il 2018 ospiterà una serie di manifestazioni, iniziative, eventi… legati
alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia. Si punterà sulla
valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo, dalla Dieta Medi-
terranea all’ultimo riconoscimento, quello all’Arte del pizzaiolo napoleta-
no e sarà l’occasione per sostenere la candidatura per il Prosecco e per
l’Amatriciana. Saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere,
anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici e ci sarà un focus sulla
lotta agli sprechi alimentari. I due Ministeri attueranno una ricogni-
zione dei prodotti agricoli e agroalimentari di eccellenza, ricette della
cultura alimentare e culinaria dei territori italiani, circuiti e itinerari di
offerta enogastronomica, eccellenze di conoscenze e sapere. Attraverso
l›organizzazione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, Am-
basciate, Consolati e Istituti italiani di Cultura presenteranno i prodotti
alimentari rappresentativi dell’Italia e del gusto italiano. Verrà favorito
l’accesso al credito per gli operatori che vogliono investire in servizi
rivolti ai turisti presenti lungo gli itinerari di turismo lento. È in corso di
realizzazione una piattaforma informativa orientata alla diffusione delle
iniziative realizzate e all’approfondimento e alla divulgazione dei temi
trattati dall’Anno del Cibo.
Istituto Marchitelli di Villa Santa Maria (Ch)




