Nuovo contrassegno di Stato con la bandiera tricolore per il vino italiano, che permetterà un’immediata identificazione e riconoscibilità delle produzioni made in Italy.
Il contrassegno, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca della Stato, è rivolto a DOCG e DOC, e proteggerà in maniera più efficace i vini italiani dai falsi grazie a tecniche di sicurezza simili a quelle presenti nelle banconote e a un QrCode, con i dati di tracciabilità e anticontraffazione.
Per il ministro della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida «Insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato si difendono e si garantiscono la tracciabilità delle nostre eccellenze dalle sofisticazioni e dall’italian sounding. Con le nuove fascette i cittadini stranieri avranno informazioni più accurate sull’origine del prodotto e con il tricolore, che è il nostro segno di riconoscimento principale, insieme al logo della Repubblica Italiana, saranno certi di comprare e consumare un prodotto realmente italiano. Sapere se un prodotto è davvero made in Italy con le nuove fascette sarà più facile e immediato».
Nel 2024 l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha realizzato 2,1 miliardi di contrassegni. Le fascette già realizzate non aggiornate con le modifiche previste dal nuovo decreto potranno essere utilizzate fino ad esaurimento.
Nel 2023, il valore collegato all’export del vino è stato di quasi 8 miliardi di euro, vale a dire il 13% delle esportazioni agroalimentari italiane, di cui 7,3 miliardi di euro fanno riferimento a vini confezionati (spumanti, fermi e frizzanti) e oltre il 70% è riconducibile a vini Dop (Doc e Docg). Un’incidenza che arriva all’89% sommando anche l’export dei vini Igp. Stati Uniti, Germania e UK sono i principali destinatari dei vini Dop e Igp italiani, che insieme concentrano il 50% dell’export di tali prodotti. Secondo Coldiretti, le perdite legate alla contraffazione del vino italiano superano il miliardo di euro all'anno.