Valeria Bassetti servono asili notturni per chi lavora la sera

A Roma, Valeria Bassetti è stata tra le prime donne a sdoganare il gentil sesso dietro al bancone e a fare carriera nel mondo dei cocktail bar. Quarantacinque anni, oggi si divide tra l’attività di im...

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A Roma, Valeria Bassetti è stata tra le prime donne a sdoganare il gentil sesso dietro al bancone e a fare carriera nel mondo dei cocktail bar. Quarantacinque anni, oggi si divide tra l’attività di imprenditrice con la sua Drink-It e l’impegno politico con Italian Hospitality Network. E lancia un'idea

Valeria Bassetti è tosta, determinata, rigorosa, caparbia e precisa. Ed è pure una trend setter.

Insieme a Emanuele Broccatelli, Valeria Bassetti è stata pioniera in Italia nel lanciare su scala nazionale i drink in bottiglia. Co-fondatrice dell’azienda Drink-It, ha anticipato la tendenza del ready to drink che è esplosa nei mesi scorsi complice l’emergenza sanitaria. Tra le anime di Italian Hospitality Network, associazione nata durante la prima ondata di Covid-19 per rappresentare il mondo dell'ospitalità, della notte e dell'intrattenimento, non usa mezzi termini: “Nel settore dell’ospitalità permane una certa forma di maschilismo. La situazione è migliorata negli ultimi anni, ma siamo ancora lontani da una parità tra i sessi in termini di stipendio, pressioni, opportunità”.

In che senso?
Non solo le donne, a parità di ruolo, guadagnano meno dei colleghi uomini, ma subiscono pressioni psicologiche fortissime dai datori di lavoro quando affrontano il tema maternità e figli. Ecco perché molte colleghe hanno rinunciato a crearsi una famiglia.

Anche tu?
Anch’io, sì. Amo moltissimo il mio lavoro. E per emergere mi sono dedicata alla professione con tutte le mie energie. Inevitabilmente, ho sacrificato la vita privata. Risultato? Non solo oggi non ho un figlio, ma nemmeno una relazione stabile.

Ed è stato doloroso rinunciare alla famiglia per il lavoro?
Sì, onestamente. Il problema è che quando, come nel mio caso, non si guadagna abbastanza per potersi permettere una baby sitter e manca l’aiuto di nonni o zii, conciliare lavoro e famiglia diventa impossibile.
La politica non tiene conto dei cambiamenti della società. Ci sono un sacco di persone che la sera non sono a casa per il lavoro. Non solo bartender, chef, ristoratori e gestori di discoteche, ma anche medici, attori, autori e broker (tanto per citare alcune altre categorie). 

Suggerimenti?
Uno, in particolare. Vorrei si prendesse spunto dagli Stati Uniti e si investisse in asili notturni destinati ai figli di chi lavora fuori casa la sera. Io, se avessi potuto contare su un servizio del genere, un figlio lo avrei fatto.

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