Nata tra bartender e professionisti dell’horeca che vivono Jesolo tutto l’anno, UnderGarage Cocktail Battle torna il 20 maggio da In Garage con una formula che unisce tecnica, storytelling e hospitality
Jesolo è una di quelle città che il mondo conosce d’estate e dimentica d’inverno. Una striscia di litorale adriatico che ogni anno si riempie di musica, ombrelloni e locali affollati, per poi svuotarsi all’improvviso quando la stagione finisce. Ma dietro le saracinesche abbassate e i banconi vuoti esiste una comunità di bartender, gestori e professionisti che vivono davvero Jesolo tutto l’anno. Ed è proprio da lì che nasce UnderGarage Cocktail Battle, la competition che martedì 20 maggio inaugura simbolicamente la stagione del bere miscelato sul litorale.
L’idea è nata tra colleghi e amici del settore, da quelle conversazioni che spesso iniziano a fine servizio e finiscono per trasformarsi in progetti veri. Una domanda semplice, quasi inevitabile in una città stagionale: ci conosciamo davvero noi che lavoriamo dietro gli stessi banconi, a pochi isolati di distanza? A credere nel progetto sono stati in tre. Alex Roveredo, friulano d’origine e jesolano d’adozione da oltre dieci anni, primo barman alla Prosciutteria Jesolo, con esperienze costruite tra il litorale e alcune incursioni all’estero. Roberto Quietato, pugliese, otto anni a Jesolo, oggi responsabile della stessa insegna. E Giacomo Soncin, jesolano doc e titolare di In Garage, il locale di via Aquileia 169 dove l’evento prenderà vita.
L’hospitality sotto i riflettori
La formula è semplice nella struttura ma ambiziosa nel contenuto. Una cocktail competition che non vuole limitarsi alla tecnica ma punta sul concetto e sulla capacità narrativa dei bartender. Ogni drink dovrà infatti interpretare un’emozione specifica della vita: qualcosa di personale, difficile da raccontare e ancora più difficile da trasformare in un cocktail. Le prime due edizioni si erano svolte in notturna, a servizio concluso, quasi come un rito riservato a chi lavora nei locali. Quest’anno invece il format cambia: si parte alle 10.00 del mattino e si chiude nel pomeriggio alle 16.00, con l’idea di aprire la manifestazione anche al pubblico e mostrare cosa succede quando i bartender di Jesolo decidono di mettersi in gioco alla luce del sole. C’è poi un elemento che distingue UnderGarage Cocktail Battle da molte altre competizioni del settore: l’hospitality viene giudicata. Non come dettaglio secondario, ma come parte integrante della valutazione. Perché un grande cocktail senza ospitalità resta solo esercizio tecnico, e la differenza tra un bartender bravo e uno memorabile spesso si misura nel tempo che precede e segue il drink.
Dopo la battle spazio alle guest shift
A valutare i partecipanti sarà una giuria mista composta anche da alcuni professionisti che hanno sostenuto il progetto fin dall’inizio, come Gianluca Bobo, Alberto Truccolo e Pippo Priviero. Accanto a loro anche tre nomi che portano la competition su un piano nazionale: Terry Monroe di Opera 33 a Milano, Simone Baggio, alchimista e riferimento di Borsa a Castelfranco Veneto (TV), ed Enrico Bellucci del Salmon Guru di Milano, vincitore del World Class 2025. Un segnale importante per una manifestazione che mantiene ancora il sapore spontaneo delle cose nate tra colleghi e amici, ma che inizia a farsi notare anche fuori dal litorale. La giornata non si chiuderà con il verdetto finale. Dalle 20 a mezzanotte i giudici passeranno dietro al bancone con le rispettive guest shift: Simone Baggio con Campari, Terry Monroe con Amaro Primo ed Enrico Bellucci con Arama Spirits. Tre approcci diversi alla miscelazione contemporanea, nello stesso locale dove poche ore prima si sarà giocata la battle che apre la stagione di Jesolo.