Due bar italiani nella Top 50 e tre bartender italiani alla guida di altrettanti locali stranieri tra i primi venti. Il Corriere della Sera racconta la cerimonia dei World's 50 Best Bars, ospitata per la prima volta a Milano, mettendo al centro il successo del Moebius. Il locale di via Cappellini sale dal settimo al secondo posto mondiale, conquistando anche il riconoscimento di miglior bar d'Europa. Davanti resta il Bar Leone di Hong Kong, primo per il secondo anno consecutivo, mentre il terzo gradino del podio va all'Alquímico di Cartagena.
Il risultato del Moebius, che ospita anche il ristorante stellato dello chef Enrico Croatti, è il momento culminante di una serata che ha portato al Palazzo del Ghiaccio bartender, operatori e stampa internazionale. Milano ha accolto la manifestazione con un programma di eventi, degustazioni, brunch e guest shift, trasformandosi per alcuni giorni in un punto d'incontro della mixology mondiale. La presenza italiana nella classifica va però oltre i locali che operano nel Paese. All'ottavo posto figura il Connaught Bar di Londra, guidato da Agostino Perrone; al sedicesimo il Sips di Barcellona di Simone Caporale e al diciassettesimo il Paradiso, sempre a Barcellona, di Giacomo Giannotti. In Italia, oltre al Moebius, entra nella Top 50 soltanto Locale Firenze, al 33° posto. Freni e Frizioni, Gucci Giardino, Drink Kong e 1930 compaiono invece nella graduatoria dal 51° al 100° posto. La cronaca restituisce soprattutto il clima di una serata storica per Milano e per il suo bar più premiato. Ma suggerisce anche una lettura più ampia: la presenza italiana nella mixology internazionale non si misura soltanto contando i locali sul territorio nazionale. Una parte importante del suo successo si costruisce all'estero, dove professionisti italiani contribuiscono a definire l'identità di alcuni dei cocktail bar più riconosciuti al mondo.