Oggi, nel fuori casa, sono di più i consumatori di spumanti (63,4%) rispetto a quelli di vino fermo (61%). Un sorpasso ritenuto impensabile, se si considera che fermi e frizzanti costituiscono da sempre l’ossatura del vigneto Italia con circa i 4/5 della produzione. A rivelarlo un'analisi presentata dall’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) e da NIQ Italia durante l'edizione 2024 di Simei.
A essere mutate, di conseguenza, sono anche le occasioni di utilizzo: l’aperitivo è diventato – ai danni dei pasti - il 'padrone' nel consumo di alcolici non solo per i giovani GenZ o Millennials, ma è passato in cima alle abitudini anche tra i 45-54enni (aperitivo e pasti entrambi al 31%) e si avvicina sempre più a conquistare lo scettro tra gli over 55. Una tendenza cocktail, infine, si evidenzia nell’affermazione di come il 37% dei suoi consumatori (non solo giovani) ne scelga la tipologia in base alla fotogenicità social.
«Stiamo assistendo a una rivoluzione dei consumi che per diversi motivi sta riscontrando una forte accelerazione. Serve mettersi in gioco per attivare il ricambio generazionale: nei prossimi vent’anni ci saranno nel mondo 400 milioni di giovani consumatori con cui il vino potrà e dovrà dialogare per fare parte dell’esperienza, non solo di esserla», ha detto il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini.
CAMBIAMENTI ANCHE NEL SETTORE GDO
Lo studio di Uiv e NIQ ha toccato anche la Gdo: a trainare gli acquisti di vino sono le famiglie over 55 senza figli. Protagonisti di una spesa enologica pari a 1,83 miliardi di euro l’anno, questi Boomer (con una coda di GenX), lasciano quasi le briciole agli altri 2 grandi cluster individuati: le famiglie con figli (7,8 milioni) non arrivano al 24% della spesa complessiva, mentre le famiglie under 55 senza figli a carico si fermano a meno del 18%. «Assistiamo a una tendenza che si va affermando, la prima tribù è in crescita sempre più evidente, le altre invece faticano, in particolare i segmenti a basso reddito - spiega Eleonora Formisano di NIQ Italia -. Una polarizzazione dei consumi di vino basata su discriminanti divenute strutturali, come l’età e la disponibilità economica».
È proprio la spesa media annuale che fa la differenza ed evidenzia la fatica degli italiani che hanno aumentato la frequenza d’acquisto (+3,3%) ma diminuito i consumi di vino (-2%). E che in particolare vedono le famiglie con figli spendere per gli acquisti di bevande in media 5 volte meno rispetto alle coppie over 55.