Smart working e pubblici esercizi: minaccia od opportunità?

La diffusione dello smart working, incentivata dalla pandemia e dal concomitante lockdown, ha influito negativamente su consumi e frequentazione di bar e ristoranti. Lo scenario tratteggiato da Fipe....

Condividi l'articolo

La diffusione dello smart working, incentivata dalla pandemia e dal concomitante lockdown, ha influito negativamente su consumi e frequentazione di bar e ristoranti. Lo scenario tratteggiato da Fipe.

Un anno nero il 2020. Con un bilancio a tinte fosche, come mostrano chiaramente le rilevazioni del Centro Studi Fipe-Confcommercio: 514 mila unità di lavoro (alloggio-ristorazione) e 243 mila posti di lavoro (non a tempo determinato, si badi bene) in meno. E ancora: sono 22 mila le imprese chiuse, con un saldo negativo che si attesta a 12.976. A rincarare la dose, infine, anche il calo dei consumi: se ne sono persi ben 130 miliardi e di questi 31miliardi solo nell’ambito della ristorazione. E non è strano dal momento che nella ristorazione i consumi pro capite nel 2020 si sono attestati intorno ai 915 euro, addirittura inferiori al 1994 quando si aggiravano intorno ai 927 (fatte le opportune riconversioni di valuta).

Dopotutto era difficile che le cose potessero andare diversamente: non dimentichiamo, infatti, che quello trascorso è stato un anno scandito più dalle chiusure, che dalle giornate lavorative: da ottobre a maggio ben 192 giorni di misure restrittive con 50 giorni in rosso (chiusura totale) e 68 in arancione (chiusi i pubblici esercizi) e73 giorni di giallo. Alcune regioni hanno cambiato colore 19 volte: una vera odissea.

Quindi è perfettamente comprensibile come uno dei problemi principali segnalato dalle imprese sia stato il dovere fronteggiare un’operatività a singhiozzo e parziale. Uno stop and go sfiancante, mortificante e demotivante oltre che finanziariamente insostenibile.

Ma i nemici endemici, in questo annus horribilis, sono anche altrove.

Nelle conseguenze nefaste dello smart working sulla riduzione della domanda, per esempio. Altra grande criticità con impatti forti sul comparto dei servizi.

Infatti proprio la nuova modalità lavorativa da remoto (che prima del 2020 non era certo gettonatissima al punto che il 59% non lo praticava e il 14% solo una volta al mese) viene ora annoverata – come emerge dallo studio Fipe – tra le motivazioni principali (35%) che hanno indotto una riduzione dei consumi fuori casa.

E c’è di più: tra i lavoratori attivi ben il 40,7% ammette di rinunciare a fare colazione fuori casa essendo in smart working, mentre il 37,2%, per il medesimo motivo, conferma di rinunciare al pranzo fuori casa.

E sul prossimo futuro?

Non pare che questa modalità lavorativa ci abbandonerà facilmente: molti prevedono infatti che lo smart working possa durare diverso tempo (oltre 6 mesi per circa il 45% degli intervistati) e per diversi giorni alla settimana, in media 4 giorni alla settimana.

Ma chi è lo smart worker tipo, quello a cui, di questo passo, si dovrà rinunciare o che si dovrà riconquistare con strategie alternative?

So tratta innanzitutto – spiega Fipe - di una platea vasta, composta da circa 7 milioni di lavoratori (ovvero il 26% degli occupati). Si evince una prevalenza di donne appartenenti sia alle fasce più giovani sia a quelle più anziane e si nota una diffusione maggiore del lavoro da remoto, per ovvie ragioni, tra gli abitanti dei grandi centri urbani.

Soluzioni per riconquistare il lavoratore perduto?

Ingolosirlo con ciò che sia in grado di apprezzare, anche alla luce del radicale cambio socio-economico intervenuto in quest’ultimo anno. Ovvero, stando alle preferenze espresse dal campione, con un’offerta ampia di  servizi innovativi e attuali (delivery e take-away), con una proposta distintiva e di qualità, ma che sia anche sostenibile e non disdegni la convenienza di prezzo. Se poi si lavorasse anche a una comunicazione efficace ed efficiente, la partita avrebbe più probabilità di essere vinta…

Maggio, tempo di marasche e di Maraschino Buton

27 maggio 2021 | Redazione

Maraschino Buton fa parte della collezione di brand storici di Gruppo Montenegro “I Liquori della Tradizione Italiana” di cui parliamo qui nel dettaglio: icone premium dell’artigianalità del Made in I...

Rinaldini Pastry affida la gestione degli store di Rimini e Milano ad Areas MyChef

23 giugno 2026 | Redazione

L'operazione rappresenta un'evoluzione significativa del rapporto tra le due aziende, già consolidate da una collaborazione di successo nel settore del Travel Retail

Notizie correlate

Rational, la pulizia diventa sostenibile e autonoma per ogni generazione di sistemi

19 giugno 2026 | Redazione

La nuova formulazione dei detergenti per SelfCookingCenter e CombiMaster Plus, oggi completamente priva di fosfati, consente di ridurre l’impatto ambientale mantenendo invariati gli standard di pulizia e sicurezza

Packaging ortofrutticolo, la filiera si prepara al PPWR con Bestack

18 giugno 2026 | Redazione

Da PFAS e sicurezza alimentare fino a conformità e lightweighting: oltre 30 delegati di 18 aziende leader della filiera ortofrutticola, più Coop Italia e Fruitimprese, si sono riuniti a Lucca per il primo Morning Food Safety Pack organizzato dal Consorzio Bestack

Hurom, per la spremitura nel canale horeca arriva il nuovo CP50

27 maggio 2026 | Redazione

Hurom, pioniere e leader mondiale nella tecnologia degli slow juicer e dell’estrazione lenta a freddo, presenta il nuovo Hurom CP50, un estrattore professionale sviluppato per rispondere alle esigenze del canale horeca e dei professionisti del beverage che ricercano efficienza operativa, continuità di servizio e standard qualitativi elevati.

Mixology, Prisma presenta la Cocktail Station

27 maggio 2026 | Redazione

Da oltre quarant’anni Prisma sviluppa soluzioni professionali in acciaio inox, mettendo competenza manifatturiera, innovazione e design italiano al servizio dell’hospitality.

Rational punta su iVario Pro: inaugurato un nuovo sito produttivo a Wittenheim

15 maggio 2026 | Redazione

Rational ha inaugurato ufficialmente l’ampliamento del proprio stabilimento di Wittenheim, in Francia. Con il raddoppio delle superfici produttive

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 387 - Giugno 2026
06 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati