Simone Mina, CH1887: la mia strategia per la ripresa

Come facilitare la ripresa delle attività del mondo dell’ospitalità? Per Simone Mina, titolare da sei generazioni di CH1887 a Roma, c’è una sola strada: da un lato, gli operatori devono puntare sulla...

Condividi l'articolo

Come facilitare la ripresa delle attività del mondo dell’ospitalità? Per Simone Mina, titolare da sei generazioni di CH1887 a Roma, c’è una sola strada: da un lato, gli operatori devono puntare sulla qualità. Dall’altro, lo Stato deve abbassare drasticamente le spese di gestione e il costo del lavoro

Simone Mina non ci sta a scaricare la responsabilità della crisi del settore ospitalità sulle politiche turistiche attuate fino a oggi in Italia. "Insomma, i gestori sono i primi responsabili del proprio successo", taglia corto. Chi ha orecchie per intendere...

Spiegati.
In Italia, troppi operatori del settore hanno pensato che lavorare con il turismo fosse sinonimo di gestire “una trappola per turisti”. Operatori poco lungimiranti. Non hanno capito il senso.

Ovvero?
Lavorare con il turismo significa avere una clientela internazionale e mista. Risultato che ci gratifica tutti, eccezioni a parte, nel nostro mondo.

[caption id="attachment_183043" align="aligncenter" width="696"]Simone Mina Simone Mina, ph. Nicole Cavazzuti[/caption]

Vai avanti.
Insomma, sfido chiunque a essere scontento di ospitare nel proprio locale clienti americani o tedeschi, che tra stile di vita fuori casa, numero cospicuo di ordinazioni e generose mance rappresentano un target decisamente desiderabile. Il punto è un altro: solo attraverso la qualità mantieni i clienti e ne attiri altri. Ecco... troppi colleghi si sono limitati invece solo a sfruttare le orde di turisti per fatturare, senza costruire il proprio futuro puntando sulla qualità. E non è tutto. C'è poi un problema di assenza di etica professionale.

Cioè?
Siamo onesti: il peggiore male della nostra categoria dal punto di vista delle ripercussioni su credibilità e qualità del lavoro dei nostri collaboratori sono le “gestioni creative”.

[caption id="attachment_183048" align="aligncenter" width="696"] Il bancone del CH 18 87 di Roma. Ph. Nicole Cavazzuti[/caption]

Che cosa intendi per gestioni creative?
In molti, per ottenere l’invito da parte delle aziende a partecipare come guest a eventi, masterclass o fiere, hanno riempito il magazzino di merce non necessaria. Ora, falsificare i volumi è stato sostenibile fintanto che c’era un cash flow positivo, ma ora che quel flusso di cassa è venuto a mancare i nodi vengono al pettine. Con conseguenze drammatiche.

Insomma, qualità e oculata gestione del magazzino sono le strade per la rinascita?
Sicuramente sì. Ma per ripartire abbiamo bisogno di un vero aiuto da parte dello Stato. È necessario abbassare drasticamente spese di gestione e costo del lavoro. I ristori di fatto sono inutili perché, essendo restati invariati i costi fissi, da un lato entrano e dall’altro escono. Bisogna ridurre drasticamente, se non azzerare, i vari costi di gestione fino a quando non saremo usciti dall’emergenza. Non ci sono altre vie per consentire al settore di riprendersi. Altrimenti, la maggior parte di noi sarà costretta a chiudere.

Formazione: focus su brand positioning, incoming e networking

02 febbraio 2021 | Redazione

Un nuovo progetto di formazione e consulenza con l’obiettivo di aiutare i professionisti del turismo (anche quelli del futuro) nel rilancio del dopo Covid. E' il progetto di Giada Marabotto e Antonell...

Carne e food cost: l'Atlante delle carni Cattel insegna come migliorare la marginalità nella ristorazione

12 ottobre 2026 | Redazione

Un progetto di cultura gastronomica che guida il ristoratore tra tagli, provenienze, filiere, caratteristiche e destinazioni in cucina, mettendo al centro tracciabilità, resa e corretta valorizzazione della materia prima

Notizie correlate

Stati Generali del Mercato Food & Beverage: il fatturato dei Distributori Bevande a +2,4% nel 2026

12 ottobre 2026 | Redazione

Per il Presidente di Italgrob, Antonio Portaccio: “La vera sfida di oggi non è capire se il nostro settore cambierà, ma avere il coraggio di guidare il cambiamento e costruirlo insieme” Il fatturato del comparto Beverage è di oltre 22 miliardi di euro. Si tratta della somma del fatturato dei canali verso il punto di consumo, stima del giro d’affari 2026 annua

Come cambia l'aperitivo: al centro accoglienza, cibo e territorio. La spesa media è di 15,7 euro

09 ottobre 2026 | Redazione

Secondo la ricerca “Bar e turismo 2026 - Ospitalità e cultura dell’aperitivo”, curata da Roberta Garibaldi, si sceglie il locale per il cibo e il prezzo, prima ancora che per i drink. La figura del bartender è centrale, rappresenta l’ospitalità

Il caffè a casa cresce, il bar resta il luogo dell'incontro: indagine AstraRicerche per La Pavoni

08 ottobre 2026 | Redazione

Quasi due italiani su tre (64,8%) ritengono che oggi la colazione fuori casa abbia una maggiore capacità di creare occasioni di incontro

Osservatorio RCR: rotture, lavaggi e durata tra le priorità nella scelta dei bicchieri professionali

28 settembre 2026 | Redazione

L’analisi è stata condotta condotta attraverso quattro modelli di intelligenza artificialeche hanno messo a fuoco le esigenze più ricorrenti del mondo della ristorazione

Ristorazione, una posizione su due è difficile da trovare: come l'AI può entrare nelle selezioni

24 settembre 2026 | Redazione

Su oltre 187 mila candidature, secondo Restworld il 23,4% si ferma perché il candidato non risponde al primo messaggio di pre-selezione. Quando invece il percorso si conclude con un “no” motivato, oltre il 99% dei candidati non chiede una revisione

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 389 Supplemento - Menu engineering
09 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati