Prima la foto, poi la forchetta!

Se la prossima volta che portate in tavola dei piatti i vostri clienti anziché impugnare la forchetta sfodereranno uno smartphone, sappiate che probabilmente stanno mettendo online il vostro manicaret...

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Se la prossima volta che portate in tavola dei piatti i vostri clienti anziché impugnare la forchetta sfodereranno uno smartphone, sappiate che probabilmente stanno mettendo online il vostro manicaretto!
La presentazione di un piatto ha molta importanza, in epoca di social network ne ha ancora di più! Esiste infatti una nuova moda, sbarcata dagli Stati Uniti, che si chiama FoodSpotting (“avvistamento di cibo”).
Il fenomeno coinvolge chiunque sia un buongustaio, abbia uno smartphone e ami condividere le proprie esperienze, caratteristiche trasversali e senza discriminanti di età o sesso.
Già da qualche tempo siti come Flickr, raccolgono gruppi di affiliatii come “I Ate This” (Ho mangiato questo) con oltre 300.000 foto raccolte da più di 23.000 soci. 

Dal trend alla App
Dal trend nasce un’Applicazione omonima che offre la possibilità di condividere online le foto delle pietanze assaggiate dai Foodspotters presso ristoranti, bar, fastfood, gelaterie o alberghi di tutto il mondo.
Foodspotting è un social network, ma anziché condividere (in gergo share) esperienze e status, come avviene su Facebook o Twitter, vengono caricate e commentate le foto scattate con i cellulari. In questo modo, attraverso la geolocalizzazione, gli utenti creano una mappa personale ma interattiva che consente di trovare i diversi luoghi in cui sono stati gustati i cibi. Gli utenti poi possono anche votare le pietanze che hanno provato: una recensione in tempo reale!
Il successo di FoodSpotting sta crescendo in misura sempre maggiore. Sono infatti già circa 800.000 mila gli iscritti a questo social network che contiene oltre 500.000 immagini di piatti, cocktail, dolci, pizze.
Con FoodSpotting dunque ogni cibo può essere fotografato, localizzato e votato, segnalandone la qualità con un’apposita coccarda. Accumulando segnalazioni di piatti è possibile guadagnare “distintivi” da esperto, che arricchiscono il profilo degli utenti “gourmet”. C’è poi chi crea la propria guida, stilando il personale elenco di cibi e ristoranti consigliati, che gli altri utenti potranno poi seguire sulla mappa digitale. Fra coloro che creano le guide naturalmente anche chef famosi e riviste specializzate …
L’applicazione, gratuita, ha appena festeggiato un anno di vita, ed è disponibile su iPhone e Android, e presto anche su BlackBerry.
Creazione di due ragazzi di San Francisco, Ted Grubb e Alexa Andrzejewski, questa App è costruita sulla falsariga di FourSquare e Gowalla (social network di localizzazione), ma vanta già dei competitors nel campo delle food-community fotografiche. È il caso di Chewsy 4, un’applicazione per Smartphone sviluppata nel tempo libero da un gruppo di dipendenti Microsoft, nella quale però ha più spazio l’approfondimento: gli utenti sono invitati a scrivere recensioni più accurate, per non relegare la segnalazione all’invio di una foto. A ogni piatto, inoltre, è possibile assegnare un voto specifico (da uno a cinque cucchiai), esprimendo quindi anche giudizi negativi.
Un modo democratico e creativo (forse anche un po’ esibizionista) di recensire i piatti, scoprire ricette originali e locali sconosciuti.

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