Poli e il whisky: in arrivo una terza release

Quattro anni fa il primo omaggio ‘battezzato’ Segretario di Stato. Lo scorso autunno una seconda release denominata questa volta Conclave. In entrambi i casi si parla di whisky che compongono la nuova...

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Quattro anni fa il primo omaggio ‘battezzato’ Segretario di Stato. Lo scorso autunno una seconda release denominata questa volta Conclave. In entrambi i casi si parla di whisky che compongono la nuova linea lanciata dalla distilleria Poli. Due referenze che, senza troppi misteri e come si evince dal nome, sono un chiaro riferimento alla Santa Sede. Una scelta non casuale che si lega alla figura del personaggio illustre di Schiavon, dove si trova da sempre la Poli Distillerie. Parliamo del cardinale Pietro Parolin, nelle ultime ore da molti dato per favorito per l'elezione al soglio pontificio in sostituzione di Papa Francesco, nato e cresciuto in questo paesino in provincia di Vicenza in cui ha abitato prima di intraprendere la carriera ecclesiastica. 

IL LEGAME TRA IL CARDINALE PAROLIN E LA DISTILLERIA

Sua mamma è stata per tanti bambini la maestra delle elementari, lasciando un ricordo indelebile e di profonda ammirazione negli abitanti del paese vicentino. La casa della famiglia Parolin, inoltre, si trova ancora oggi a una cinquantina di metri dalla sede della distilleria. Distilleria che, in questi concitati giorni di Conclave, in attesa della fatidica fumata bianca, è stata presa d’assalto da giornalisti e fotografi per saperne di più. Tra questi anche Mixerplanet, che ha contattato telefonicamente Jacopo Poli, patron dell’azienda, per farsi raccontare come nasce il sodalizio tra l’importante figura vaticana e lo spirit. 

Tutto ha origine il 15 ottobre del 2013. Quel giorno Parolin venne nominato Segretario di Stato. Per l’occasione, l’allora sindaca di Schiavon, Mirella Cogo, suggerì alla famiglia Poli di creare un prodotto che potesse celebrare un riconoscimento così importante conferito a un proprio concittadino. «Fu lei a indicare di puntare sul whisky – ricorda Poli –, perché riteneva che questo spirit avesse una forte connotazione internazionale, affine alla carica di Pietro Parolin, mentre la grappa la giudicava più locale e nazionale. Inoltre, sempre lei ci spinse a optare per un invecchiamento in botti di Amarone per dare lustro al nostro territorio veneto. Una scelta che da subito giudicammo illuminante e senza esitare sposammo». 

IL WHISKY DI POLI

E così ha preso forma la gamma di whisky, sancendo l’esordio di Poli su un nuovo segmento di business, puntando su proposte con l’intento di catturare un pubblico trasversale e non solo quello composto da esperti e grandi estimatori di questo spirit. Con Segretario di Stato si utilizza del malto d’orzo torbato distillato artigianalmente a piccoli lotti con Athanor (speciale pot-still), per poi fare riposare il liquido 5 anni in botti di rovere e affinarlo per almeno un anno in quelle di Amarone. Con Conclave, invece, si utilizzano due tipi di puro malto d’orzo, torbato e non torbato, distillandoli separatamente in piccoli lotti con uno speciale alambicco a bagnomaria e facendoli riposare in botti di quercia bianca di media tostatura, usate e rigenerate, procedendo poi verso l’ultimo step dell’invecchiamento di cinque anni in singole barrique.

Ai due prodotti, entro un anno e mezzo si aggiungerà molto probabilmente una terza referenza, già in fase di invecchiamento e il cui nome (ancora da scegliere) farà, a sua volta, riferimento al mondo religioso. A confermalo è Jacopo Poli che, sollecitato da una domanda di Mixerplanet sull’eventuale possibilità di creare un’edizione speciale di Segretario di Stato dedicata al cardinale ha risposto con toni sorpresi e al tempo stesso interessati: «Confesso che l’idea di produrre una release ad hoc per questo importante avvenimento non l’avevamo presa in considerazione. Ma ora che ce lo dite, non escludiamo affatto che si possa fare». 

  • Whisky Segretario di Stato
    Whisky Segretario di Stato
  • Whisky Conclave
    Whisky Conclave
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