Olio extravergine: debutta la carta d’identità

Certo non ha fatto piacere l’episodio delle vignette del NYT (animate, per di più) che denunciavano il “suicidio dell’olio extravergine italiano”, mettendo sotto accusa pratiche di contraffazione e fr...

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Certo non ha fatto piacere l’episodio delle vignette del NYT (animate, per di più) che denunciavano il “suicidio dell’olio extravergine italiano”, mettendo sotto accusa pratiche di contraffazione e frodi talvolta adottate da aziende disoneste.

[caption id="attachment_19295" align="alignleft" width="248"] Una delle immagini della polemica[/caption]

Purtroppo- come ha sottolineato la stessa Coldiretti - il racconto del New York Times mette in luce una realtà, già nota e denunciata. Al punto che già lo scorso anno -sotto il pressing della Coldiretti - la cosiddetta legge “salva olio” è stata approvata. Peccato che ci siano ancora ritardi e disfunzioni nella sua applicazione.

Nell’attesa che questa situazione si sblocchi, sono partite diverse iniziative volte a riabilitare la reputazione del nostro oro giallo e a fornire garanzie ai consumatori “confusi e traditi”.

Ecco allora che, per esempio, su iniziativa di Coldiretti e Campagna Amica, i produttori toscani di olio extravergine hanno deciso di inviare le bottiglie del loro prodotto di altissima qualità a Jill Abramson, direttrice del New York Times e a Nicholas Blechman, il “famigerato” vignettista. Naturalmente accompagnando il pacco dono con una lettera che invita a sostenere e difendere la trasparenza e la credibilità del Made in Tuscany negli Usa.

Ma non basta, vale pure la pena di ricordare l’interessante iniziativa dell’Unasco, l'associazione delle organizzazioni dei produttori olivicoli, che ha messo a punto un sistema di rintracciabilità di filiera e di qualità. Una sorta di carta d’identità dell’olio extravergine, che funziona attraverso il portale www.olitaliano.eu inserendo il codice che si trova su ogni bottiglia del Sistema Unasco.

«Abbiamo realizzato un sistema di rintracciabilità di filiera secondo la norma Uni En ISO 22005:08 – ha spiegato il presidente Luigi Canino - certificata da un ente terzo e, tramite tecnici qualificati, monitoriamo l'applicazione di disciplinari di qualità lungo l'intera filiera olivicola Unasco».

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