Mureta alla ricerca di nuovi distributori in Italia. Primo obiettivo la Lombardia

L'Italia è notoriamente un crogiuolo di tradizioni culinarie e artigianali, e la storia di Mureta ne è un luminoso esempio. Una specialità che nel corso dei decenni è diventata simbolo di Fano, piccol...

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L'Italia è notoriamente un crogiuolo di tradizioni culinarie e artigianali, e la storia di Mureta ne è un luminoso esempio. Una specialità che nel corso dei decenni è diventata simbolo di Fano, piccolo centro della costa adriatica noto per la sua comunità di pescatori, e un brand che oggi comprende due prodotti unici: un distillato 40° senza zucchero, miscela di brandy italiano, rum caraibico, anice stellato dell’asia e verde del mediterraneo e un liquore 25° ricavato dal distillato con l’aggiunta di infuso di caffè colombiano, mix arabica e forte, con 15% di caffè puro.

La ricetta della Moretta, da cui Mureta trae ispirazione, è stata una creazione spontanea di marinai durante le fredde notti invernali di fine Ottocento. Miscelando anice, brandy e rum per combattere il freddo, questi pescatori hanno dato vita a un sapore che ha attraversato i secoli. La svolta moderna si verifica quando Stefano Esposto e Filippo Zavagnini, due imprenditori locali, scoprono una vecchia ricetta e decidono di rivisitarla e commercializzarla sotto il nuovo marchio Mureta. Il loro obiettivo è audace: trasformare una bevanda tradizionale in un prodotto di fascino internazionale.

«La storia di Mureta nasce dai pescatori della zona di Fano che, quando uscivano in mare aperto, per svolgere le loro funzioni di pesca e lavorare col freddo, si scaldavano miscelando quello che trovavano a bordo della barca allungandolo poi con il caffè», racconta Filippo Zavagnini, uno dei due fondatori del brand. «Le famiglie fanesi iniziarono poi a diffonderlo. Così, a distanza di tempo, io e Stefano Esposto abbiamo cercato, attraverso un tecnico di Campari, di ripensare al progetto e al prodotto sino ad arrivare a un distillato che si potesse servire liscio e a qualsiasi temperatura, sino a sviluppare dei cocktail perfetti per la mixology».

La svolta moderna si verifica quando Stefano Esposto e Filippo Zavagnini, due imprenditori locali, scoprono una vecchia ricetta e decidono di rivisitarla e commercializzarla sotto il nuovo marchio "Mureta".

Il loro obiettivo è audace: trasformare una bevanda tradizionale in un prodotto di fascino internazionale. Il distillato, caratterizzato da un forte grado alcolico e l'assenza di zuccheri, unisce il brandy italiano, il rum caraibico e una selezione raffinata di anici, risultando in un liquore dal carattere deciso e avvolgente.

Il secondo prodotto di casa Mureta è un liquore più morbido, arricchito da un infuso di caffè colombiano. La combinazione di caffeina e alcool crea un'esperienza gustativa unica, ideale per gli amanti dei sapori intensi e complessi.

La strategia di Mureta non si limita alla produzione di distillati di qualità. L'azienda punta a valorizzare le materie prime d'eccellenza e a promuovere il distillato oltre i confini regionali, mirando a un pubblico nazionale e internazionale. L'approccio di Mureta si dimostra vincente: il distillato non solo celebra il patrimonio e l'audacia dei suoi fondatori ma si propone anche come ambasciatore del sapore italiano nel mondo.

Con il suo profilo aromatico ricco e la sua storia affascinante, Mureta rappresenta un perfetto equilibrio tra passato e futuro, mostrando come il rispetto delle tradizioni possa andare di pari passo con l'innovazione e la conquista di nuovi mercati.

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Il secondo prodotto di casa Mureta è un liquore più morbido, arricchito da un infuso di caffè colombiano. La combinazione di caffeina e alcool crea un'esperienza gustativa unica, ideale per gli amanti dei sapori intensi e complessi, da ritrovare in tutto il Paese.

Lo spiega bene Stefano Esposto, restante 50 per cento del marchio Mureta. «Non nascondo che a seguito della nostra visione abbiamo iniziato subito a cercare e poi trovare un piccolo distributore nella provincia di Pesaro-Urbino e poi uno dell’area di San Benedetto; ma oggi dobbiamo conquistare almeno il resto dell'Italia e quindi dobbiamo cercare distributori anche in Lombardia».

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