Moby sceglie la strada del concordato preventivo

Niente più accordo di ristrutturazione del debito, ma il concordato. Ha cambiato strategia Moby, il gruppo armatoriale che controlla anche la società dei traghetti Tirremia-CIn, che ha depositato un p...

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Niente più accordo di ristrutturazione del debito, ma il concordato. Ha cambiato strategia Moby, il gruppo armatoriale che controlla anche la società dei traghetti Tirremia-CIn, che ha depositato un piano concordatario in continuità al Tribunale di Milano e non un accordo di ristrutturazione dei debiti, come inizialmente previsto.
La possibilità di intraprendere quest’ultima strada, infatti, era stata approvata dalle banche, ma è tramontata per l'opposizione dei fondi, in tutto esposti per 300 milioni, riuniti nell’Ad Hoc Group (tra i quali si contano Soundpoint Capital, Cheyenne Capital, BlueBay, Aptior Capital e York Capital).
Nel dettaglio, si legge in una nota, “il piano assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto per un totale di oltre 6.000 lavoratori in un settore, quello marittimo, tra i più colpiti dalla crisi Covid-19”. La nota prosegue sottolineando che “il piano, pur prevedendo la vendita di alcuni asset, si basa sulla continuità aziendale, sul mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte in essere, anche in considerazione dei positivi risultati registrati nell’ultimo anno e del previsto arrivo di due nuovi traghetti ro-pax in costruzione con la capacità di 2.500 passeggeri e di 3.750 metri lineari di merci ciascuno”.
Tra gli asset che saranno messi in vendita, dicono i rumors di mercato, ci sarebbero la divisione rimorchiatori (alla Rimorchiatori Riuniti Panfido) da attuarsi in un momento successivo all’eventuale ammissione della società al concordato preventivo; le navi Moby Aki, Moby Wonder, Pietro Manunta, Giuseppe Sa e Moby Tommy; gli immobili di proprietà della società in Piazza San Babila 5 a Milano e nel Comune di Olbia.
Quanto a Cin, la nota diffusa da Moby precisa che il gruppo “conferma la sua intenzione di presentare un accordo di ristrutturazione del debito sulla base dell’art. 182-bis della Legge Fallimentare, anche alla luce degli accordi già sottoscritti con circa il 95% dei fornitori (che non equivale al 95% dell’esposizione debitoria, ndr) e grazie alla partnership con l’investitore Europa Investimenti/Arrow Global”. Come si ricorderà, Tirrenia in amministrazione straordinaria è esposta verso Moby per 180 milioni.

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