Il 2026 si preannuncia un anno di stabilizzazione per il turismo outdoor in Italia, che si prepara ad accogliere 68,4 milioni di presenze totali, con una crescita marginale dello 0,4% rispetto all’anno precedente. A trainare il comparto - secondo quanto sottolinea l’Osservatorio di Human Company e THRENDS (che ha analizzato per la prima volta le dinamiche dei “Big Six” del turismo all’aria aperta europeo: Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Croazia e Italia) - è la domanda estera, per la quale si prevedono 37,8 milioni di pernottamenti (+13,9% rispetto al 2019): il dato conferma un vero e proprio trend strutturale, evidenziando il posizionamento dell’Italia come destinazione di riferimento per i viaggiatori internazionali. Al contrario, il mercato domestico appare più stabile con 30,6 milioni di presenze, mantenendosi ancora leggermente al di sotto dei volumi pre-Covid (-9,2%).
L’analisi dei dati ha permesso poi di stimare l’impatto economico diretto del settore outdoor nel 2026, che si attesterà attorno ai 5,12 miliardi. La stima del valore di spesa diretta pro capite giornaliera dei turisti ha portato a identificare un valore di circa 75 euro. Ampliando il calcolo, oltre che alla spesa diretta, anche alle spese indirette e all'indotto, si può arrivare ad una previsione compresa tra 9,12 e 13,3 miliardi di euro per l’impatto economico totale del settore outdoor.
L'OFFERTA DIVENTA "ALBERGHIERA"
Se si considerano i fattori esterni che influenzano il settore dell’open air, l’attuale situazione di profonda incertezza geopolitica condiziona significativamente la scelta delle mete, orientando i flussi verso destinazioni percepite come più sicure e stabili. A questo si aggiunge la pressione economica: l’inflazione e la crisi energetica incidono direttamente sui budget di viaggio, aumentando la sensibilità delle persone rispetto ai costi complessivi della vacanza. Anche i fattori ambientali continuano a giocare un ruolo cruciale come rilevato anche nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio: il cambiamento climatico e le frequenti ondate di calore nel periodo estivo stanno rimodellando le abitudini stagionali, favorendo spostamenti verso periodi dell’anno con temperature più miti.
Tuttavia, in questo contesto, un elemento positivo è determinato dalla percezione positiva dell’offerta ricettiva outdoor che sta vivendo una vera e propria scalata qualitativa: si delinea infatti un’alberghizzazione dell’offerta, con l’introduzione di servizi e livelli di comfort al pari al pari dell’hotellerie di riferimento per i segmenti 3 e 4 stelle.
L’Italia si è confermata il secondo mercato europeo e un attore sempre più rilevante per la domanda internazionale, in un contesto che ha ormai superato la fase del rimbalzo post-pandemico ed è entrato in un anno di consolidamento in cui la crescita non può più basarsi solo sui volumi, ma deve passare attraverso la qualificazione e l’innovazione dell’offerta. In questo scenario, segnato da un contesto geopolitico ed economico ancora incerto, emerge la peculiarità del turismo all’aria aperta: la sua capacità di mettere le persone in relazione, di costruire comunità temporanee ma autentiche e di generare valore per i territori, rispondendo a un bisogno sempre più diffuso di autenticità, prossimità e qualità del tempo vissuto.
Domenico Montano, General Manager di Human Company
LA TOSCANA IN TESTA AI PERNOTTAMENTI
Il turismo all’aria aperta in Italia continua la sua ripresa post-pandemia come identificato dall’Osservatorio che fornisce la prima versione complessiva del comparto: dopo il crollo del 2020, i pernottamenti hanno raggiunto 68,1 milioni nel 2025. A livello domestico (per un totale di 30,6 milioni), la Toscana ha guidato il settore con 5,3 milioni di pernottamenti, seguita da Veneto (3,7 milioni) ed Emilia-Romagna (3,4 milioni), mentre relativamente alla domanda internazionale (37,5 milioni) il Veneto si conferma protagonista con 16,4 milioni di presenze, pari al 44% del totale, seguito da Toscana (3,9 milioni) e Lombardia (3 milioni). Complessivamente, il Nord-Est si è confermata la macro-area principale del settore, con 31,4 milioni di pernottamenti, pari al 46% delle vacanze outdoor nel Belpaese, posizionandosi come prima area per questo comparto; questi dati evidenziano la concentrazione strategica della domanda e la crescente attrattività internazionale di questi territori.
I PROTAGONISTI EUROPEI DEL TURISMO OUTDOOR
Nel 2025, il turismo nell’Unione Europea ha raggiunto circa 3 miliardi di presenze, registrando un incremento del +2,2% rispetto al 2024. I principali mercati - Spagna, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Grecia - hanno segnato una crescita del +7,3%, con oltre il 60% delle presenze concentrate nei primi quattro Paesi (Spagna, Italia, Francia e Germania), gli unici a superare i 400 milioni di pernottamenti. In questo segmento, inoltre, si registrano 413,2 milioni di presenze (+14,2%) e una crescita dell’1,1% dei visitatori rispetto al 2024. Francia, Italia e Spagna guidano la classifica con rispettivamente 154, 54,1 e 50 milioni di pernottamenti, seguite da Germania (45 milioni), Paesi Bassi (27 milioni) e Croazia (22 milioni). Dal punto di vista della spesa diretta, la Francia è stata il mercato più rilevante (+85% sul 2019, pari a 3,67 miliardi di euro), mentre i Paesi Bassi hanno registrato la crescita più interessante (+155,6% rispetto al 2019, con 658,7 milioni di euro).
Tra questi mercati europei leader dell’outdoor emergono alcune dinamiche chiave in merito alla domanda nazionale e internazionale: la Francia presenta una forte componente internazionale, sebbene con soggiorni più brevi rispetto al 2024 (il 30,6% dei viaggiatori outdoor sono infatti stati stranieri); la Germania mantiene ancora una solida base domestica (la presenza straniera si è attestata al 10,6%, con una maggioranza olandese); la Spagna si è divisa invece quasi equamente tra componente nazionale ed internazionale (46,2%), quest’ultima in particolare proveniente principalmente dalla Germania; la Croazia si conferma una destinazione fortemente internazionale (con il 96,3% dei visitatori da altri mercati); mentre i Paesi Bassi hanno registrato il 31,1% di viaggiatori stranieri durante il 2025.
Nel 2025 la domanda legata alle attività all'aria aperta ha rappresentato l’11,5% della domanda turistica complessiva in Europa. Lo scorso anno, i pernottamenti generati dai turisti nei campeggi e nei villaggi turistici hanno raggiunto un totale di 413 milioni. Nell'UE a 28, nel 2025, in media quasi 2 milioni di persone per ogni singola notte hanno trascorso una vacanza in una struttura all'aria aperta durante tutta la stagione.
Giorgio Ribaudo, Managing Director THRENDS