Miky Degni non ha dubbi. Esiste un modo alternativo e “colto” per comunicare vino, distillati e cibo. L’arte. Esatto: provate a ospitare mostre di quadri, fotografie, installazioni. D’autore. Come le tele del poliedrico artista milanese classe 1961, in cui il vino è il colore.
Non ci avete mai pensato prima? Valutate l’ipotesi, allora, “perché l’arte aiuta a creare atmosfera e a diffondere la cultura del bello (e del buono)” spiega Miky Degni, in mostra con Segni di Vino alla Portineria 14 di Milano dal 27 aprile al 2 maggio. Che poi lancia uno spunto: "Arte a parte, perché non introducete servizi come il ritiro di pacchi e posta?".

Come hai maturato l'idea di utilizzare per le tue opere la tecnica del vino (a volte misto ad acrilico) su carta d'Amalfi?
Sicuramente mi hanno influenzato il percorso di studi e le prime esperienze nel mondo del lavoro come creativo pubblicitario. Non meno determinante è stata poi la mia curiosità per la sperimentazione e la ricerca di nuovi linguaggi di comunicazione. Al netto di questo, l’idea è nata dalla convinzione che oggi la comunicazione (pubblicitaria e non) debba passare attraverso le emozioni della bellezza.
Ho cominciato a utilizzare il vino per dipingere, risale al 2007, quando lavoravo come graphic designer per diverse aziende della Valtellina.
Dal 2007 ad oggi hai realizzato quasi 300 opere, quasi tutte su commissione. Chi è il tuo committente tipo?
Per lo più i committenti sono importanti aziende vinicole. La prima fu Triacca, con cui ho iniziato a utilizzare questa tecnica nel 2007. In seguito ho lavorato, tra gli altri, per Slow Food in Costa d'Amalfi e a Vinitaly 2018 per Tannico e il Consorzio dei vini della Valpolicella.

Miky Degni, secondo te perché a ristoranti e wine bar conviene ospitare mostre d'arte?
Ospitare mostre nei locali è ormai un trend consolidato da tempo in quanto rappresenta un buon veicolo promozionale per entrambi: locali e artisti. In particolare, per i giovani artisti queste mostre possono rappresentare delle vetrine autopromozionali.
Le tue opere saranno ospitate fino al 2 maggio dalla Portineria14, un locale di Milano pieno di libri per consultazione e bookcrossing che, oltre a servire drink, propone pratici servizi utilissimi: il ritiro di pacchi e posta, la custodia di un mazzo di chiavi da lasciare a un amico, il consiglio di un idraulico o un elettricista di fiducia. Pensi che il format sia replicabile?
Trovo geniale l’idea di offrire questi piccoli servizi al quartiere. Il primo esperimento di portineria di quartiere credo sia stato fatto a Parigi e credo potrebbe funzionare anche in altre città.
Parliamo di enoteche e wine bar del cuore. La tua top 3?
A Milano vi suggerisco VinoVino in Corso San Gottardo, troverete un titolare competente e vini di piccole ma interessanti cantine. Nelle Marche, a Pesaro, merita una visita Alexander Museum Palace Hotel, un luogo dove potete assaggiare ottimi vini marchigiani, oltre che lustrarvi gli occhi con splendide opere d'arte. Infine in Sicilia, a Modica, vi segnalo Rappa Enoteca, localino incastonato nel barocco siciliano, dove l'oste Giancarlo propone con sapienza vini abbinati a prelibatezze sicule.