Metis Di Meo: è ora di street food all'italiana

Essere cool è quasi un destino, almeno per Metis Di Meo, diventata in pochi anni uno dei nuovi volti di riferimento della Rai. Bella, colta, raffinata, non solo è inviata di Unomattina e conduttrice d...

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Essere cool è quasi un destino, almeno per Metis Di Meo, diventata in pochi anni uno dei nuovi volti di riferimento della Rai. Bella, colta, raffinata, non solo è inviata di Unomattina e conduttrice di una rubrica dedicata agli animali esotici all’interno di Cronaca Animali, programma in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 11.00 su Rai 2 (e in streaming su Rai.tv), ma presto tornerà su Rai1 pure al timone di Buongiorno benessere. Inviata, presentatrice e attrice, Metis è anche autrice e racconta: “Ho iniziato con la recitazione, ma ho capito presto che non era la mia strada. In seguito ho interpretato diversi spot e fotoromanzi perché mi permettevano di guadagnare e di mantenermi da sola. Oggi, senza dubbio, mi interessa soprattutto scrivere e condurre programmi televisivi”.

Se ti dico enogastronomia?
Ti rispondo che è un tema che mi sta a cuore. Tra l’altro, per lavoro, mi sono occupata a lungo di mercati, piccole e medie imprese, prodotti del territorio.

Dall’inizio della crisi nel 2007, secondo i dati di Coldiretti, in Italia sono state chiuse oltre 172 mila stalle e fattorie…
Diciamolo chiaramente: abbiamo la fortuna di avere materie prime di altissima qualità, ma negli anni troppo spesso abbiamo manomesso la terra, impoverendola o inquinandola, con le inevitabili conseguenze sui prodotti raccolti. Un caso su tutti: la Terra dei Fuochi. Ed è un problema difficile da risolvere, in quanto causato da un mix di ignoranza, di desiderio di speculazione e di necessità di realizzare profitto. E poi, la politica non ci ha agevolato: penso al latte buttato via in passato a causa delle quote (che di recente sono state abrogate) e alle arance siciliane, che tutt’ora sono sprecate senza valida ragione. Inoltre, costretti a vivere sempre più freneticamente, influenzati dalla pubblicità e viziati dalla comodità, abusiamo di prodotti confezionati e abituiamo il nostro palato a conservanti, sale e condimenti saporiti. La mia opinione? Bisognerebbe arretrare un poco, tornare alle origini, alle materie prime di qualità. Ma di fatto per le aziende è difficile competere in un mondo che vira verso l’opposto.

Quest’anno in Italia è stato boom di street food. Una moda passeggera o una tendenza destinata a consolidarsi?
Una tendenza destinata a consolidarsi, perché nasce dalla necessità di ridurre il tempo destinato a pranzo e cena e di contenere lo scontrino. Per quanto riguarda lo scenario romano, però, non c’è molta attenzione alla qualità. Negli ultimi mesi sono stati aperti decine di shop e carretti di patatine fritte e solo in pochi propongono cucina italiana di qualità. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma mi auspico una maggiore sensibilità e lungimiranza da parte degli operatori del settore.

Parliamo delle eccezioni in ambito di street food…
Sono una cliente fedele di Stefano Callegari, che si è fatto strada tra i quartieri simbolo di Roma grazie all’idea di un connubio originale: l’innovazione dello street food e la tradizione della cucina povera romanesca. Mi piace molto il suo Trapizzino, una pizza con un impasto fatto con farina di grano tenero, lievito naturale, lievito di birra, due per cento di sale e due per cento di olio extra vergine.

Quali altri locali frequenti a Roma?
Adoro la Libreria Settembrini in Piazza Martiri di Belfiore 12 (zona Prati): n un’unica sala, con un bancone bar e una cucina a vista, specializzato in zuppe e piatti vegetariani.  Quando ho voglia di piatti tipici romaneschi, vado alla Trattoria Cacio e pepe, mentre per uno spuntino veloce il mio riferimento è la paninoteca 200 gradi dove puoi scegliere tra più combinazioni di pizza e pane da riempire. E ancora: vi consiglio All'Oro Restaurant, all’interno del The First hotel Roma, dotato di un roof bar mozzafiato. Mi piace moltissimo, poi, la Rivendita Libri Cioccolata e Vino: una libreria con piccolo teatro che propone cocktail con nomi divertenti che raccontano storie sensuali. Infine, merita una visita il Papageno che per l’aperitivo  offre l’opportunità di chiedere un piattino da 3 euro con pizzette, cous cous e finger food di qualità.

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