Il ristorante continua a essere uno dei luoghi per eccellenza della condivisione, ma la compagnia non assume sempre la stessa forma. C’è chi sceglie di cenare in coppia, con amici o familiari, chi si concede un momento tutto per sé e chi, pur prenotando un tavolo per uno, arriva insieme al proprio amico a quattro zampe. A raccontare questi diversi modi di vivere il ristorante è una ricerca condotta da TheFork, secondo la quale il solo dining rappresenta un’esperienza applicabile per il 68% degli intervistati, che non a caso dichiara di sentirsi molto o abbastanza a proprio agio nel mangiare da solo in un locale con servizio al tavolo. Allo stesso tempo, tra le persone che viaggiano con animali, il 68% considera la possibilità di portarli con sé almeno un valore aggiunto nella scelta del ristorante.
Ogni cliente può vivere il ristorante in modo diverso. C’è chi cerca una cena romantica, chi vuole concedersi un momento per sé e chi viaggia con la famiglia o con il proprio animale. Per i ristoratori, riuscire ad accogliere esigenze differenti significa offrire un’esperienza di qualità e costruire un rapporto più solido con i propri ospiti.
Carlo Carollo, Country Manager Italia di TheFork
Il tavolo per uno è vissuto con naturalezza
Escludendo chi ha indicato la situazione come non applicabile perché non viaggia da solo, quasi sette intervistati su dieci dichiarano di sentirsi molto o abbastanza a proprio agio con il solo dining. Considerando l’intero campione, la percentuale complessiva si attesta al 51%: il 24% afferma di sentirsi molto a proprio agio nel mangiare da solo al ristorante, mentre un ulteriore 26% si dichiara abbastanza a proprio agio. Tra chi prende in considerazione questa esperienza, il restante 32% afferma invece di provare disagio o di evitarla il più possibile.
Il tavolo per uno non rappresenta quindi necessariamente una soluzione di ripiego, ma può diventare un’occasione per prendersi del tempo, scegliere liberamente il locale e godersi una cena senza dover aspettare la compagnia giusta.
Da soli, ma con un amico a quattro zampe
Mangiare senza altri commensali, però, non significa sempre essere davvero soli. Per chi viaggia con un animale, anche la possibilità di portarlo al ristorante può contribuire a rendere più semplice e piacevole l’organizzazione della vacanza. Il 58% del campione dichiara di non avere animali o di non viaggiare con loro.
Tra le persone direttamente interessate, tuttavia, il tema assume una rilevanza diversa: per il 40% la possibilità di portare con sé il proprio animale è importante o decisiva nella scelta della destinazione e dei ristoranti, mentre un ulteriore 28% la considera comunque un plus. Nel complesso, l’accoglienza pet-friendly rappresenta quindi un elemento positivo per il 68% di chi viaggia con animali. Non sempre determina da sola la scelta del locale, ma può facilitare la gestione della giornata e permettere di vivere il ristorante senza dover rinunciare alla compagnia del proprio animale domestico.
Il fatto che, tra chi prende in considerazione il solo dining, quasi sette persone su dieci si sentano a proprio agio segnala un cambiamento culturale: stare soli in pubblico viene sempre meno associato all’isolamento e sempre più vissuto come una scelta consapevole. Dal punto di vista clinico, infatti, è importante distinguere tra isolamento, una condizione subita che può generare sofferenza, e solitudine positiva. Scegliere di mangiare fuori da soli, senza viverlo come un ripiego, può quindi rappresentare una forma di self-care e aiutare a superare il timore del giudizio altrui. Anche la presenza del proprio animale domestico può offrire familiarità e supporto emotivo, rendendo l’esperienza più serena e inclusiva.
Agnese Cannistraci, Psicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica di Serenis
I molti modi per vivere il ristorante
Nel complesso, dalla cena condivisa con la famiglia o con gli amici al solo dining, fino all’accoglienza pet-friendly, i risultati raccontano modi diversi e personali di vivere il ristorante, accomunati dal desiderio di sentirsi a proprio agio e liberi di scegliere l’esperienza più adatta alle proprie esigenze.
Per rispondere a questa varietà non servono necessariamente formule complesse: spesso bastano informazioni chiare, un’accoglienza naturale e la capacità di riconoscere che lo stesso tavolo può essere vissuto in modi molto diversi.