Mapping, la proiezione digitale sbarca in horeca

Proiettare immagini create dal computer su ogni tipo di superficie per generare incredibili effetti visivi 3D. Il mapping si propone come disciplina artistica del terzo millennio, una sintesi di arti...

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Proiettare immagini create dal computer su ogni tipo di superficie per generare incredibili effetti visivi 3D. Il mapping si propone come disciplina artistica del terzo millennio, una sintesi di arti visive e musica, capace di dare una veste nuova, colorata e interattiva a qualsiasi location. Dal club indoor che vuole decorare stage e pareti, alle proiezioni di grandi Mapping 1dimensioni all’aperto nei quali gli edifici divengono “tele” per rappresentazioni virtuali che uniscono numerose espressioni artistiche. Dal visual fino alla musica, passando per il design 3D. Il tutto con una capacità di rovesciare gli schemi, di “ampliare” la realtà, di incidere sulla percezione degli spettatori in maniera profonda, ma anche aleatoria. Basta spegnere il proiettore, infatti, che il buio prende il sopravvento. Non a caso molti paragonano gli spettacoli di mapping, in particolare l’architectural mapping, ossia le proiezioni su edifici, ai fuochi d’artificio, viste le matrici comuni determinate dall’effetto sorpresa indotto sullo spettatore, dalla stupefacente capacità di attrazione visiva e dalla loro caducità.

Realtà virtuale, effetto reale
“Pensiamo al mapping – dichiara Filippo “Fillo” Genesini, uno dei promotori del collettivo Deltaprocess, punta di diamante del mapping italiano - come a un progetto audio e video che unisce musica e ricerca nella tecnologia multimediale, nato come espressione artistica d’avanguardia e oggi divenuto un nuovo canale comunicativo/ artistico che sta dispiegando in questo momento tutte le sue potenzialità. Dalla “decorazione” fino all’evento, passando per gli usi più disparati, dal gaming alla realtà aumentata per veicolare informazioni, e concetti, con una tecnologia che ci permette un elevato grado di interazione con lo spettatore”. Deltaprocess nasce come collettivo itinerante nel 1998, un network di persone che vivono ai quattro angoli del pianeta e interagiscono sulle piattaforme messe a disposizione dalla Rete per condividere le differenti professionalità. Dai suoi trascorsi undeground, Deltaprocess ha capitalizzato le tante collaborazioni con la scena musicale alternativa e ha intrapreso un percorso di evoluzione tecnologica per mettere a disposizione di un pubblico mainstream le sue capacità visionarie d’impatto. “Il nostro processo creativo –dichiara Raul Battilani, altro membro di Deltaprocess parte da un incontro con il cliente, dal quale scaturisce un’idea di fondo, poi sviluppata e declinata. Ci piace trasmettere una storia che raccontiamo con le immagini e i suoni, attingiamo dalla tradizione che reinterpretiamo in chiave futurista secondo la nostra prospettiva, facciamo rivivere miti e tradizioni, proiettiamo spunti evocativi che sintetizziamo con la nostra esperienza. Le Mapping evidcapacità dei membri del collettivo sono molteplici, dalla grafica 2D a quella tridimensionale, molti di noi sono anche musicisti e ognuno fa confluire nel lavoro le proprie caratteristiche e le proprie esperienze Come per la creazione di un cortometraggio di animazione, partiamo dai bozzetti disegnati a mano e poi realizziamo una sorta di storyboard”.

La ricerca dello stupore
Dai grandi eventi di massa tenuti all’aperto, al club, il mapping non ha confini nel dispiegare le sue potenzialità, anche nell’interazione con il fruitore e nel mettersi al servizio del brand. “Per i locali – prosegue Battilani - dopo un sopralluogo che ci permette di valutare spazi e natura dell’offerta- possiamo costruire strutture ad hoc, tipo sculture, che fungono da supporto sul quale proiettiamo i nostri contenuti a tempo di musica. Spesso creiamo una cornice digitale che enfatizzi il palco su cui lavora il dj con contenuti di forte impatto per tutti i frequentatori, ma possiamo anche realizzare installazioni interattive, che generano immagini e suoni grazie al movimento dei soggetti che vi avvicinano colti con una serie di sensori e riprodotti su schermi e totem”. La veloce innovazione tecnologica è sicuramente il pane del collettivo Deltaprocess, che si trova a implementare nel proprio lavoro nuovi concetti che la rivoluzione digitale periodicamente sottopone. “Più banalmente - conclude Genesini - si tratta di stupire, emozionare, incuriosire e dare un messaggio. Tramite la tecnologia abbiamo la possibilità di manipolare la realtà virtuale e avvolgere l’osservatore con effetti e giochi di luce. Possiamo portare arte ovunque e verso chiunque, cerchiamo il wow factor, vogliamo vedere meraviglia e stupore negli occhi di chi guarda il nostro lavoro”.

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