La scena cocktail londinese continua a investire su format più piccoli e relazionali, lontani dall’idea del grande bar spettacolare. The Spirits Business racconta l’apertura di Nancy’s, nuovo cocktail bar previsto nell’area di London Bridge. Il progetto punta su atmosfera informale, drink list accessibile e forte legame con il quartiere, in contrasto con il modello ultra-premium che aveva dominato parte della mixology internazionale negli ultimi anni. Il segnale è interessante perché Londra spesso anticipa dinamiche che poi arrivano anche nel resto d’Europa. Dopo una lunga fase costruita su cocktail bar molto scenografici e ad alta intensità tecnica, sembra crescere l’interesse per locali più caldi, quotidiani e facilmente frequentabili. Questo non significa rinunciare alla qualità del beverage, ma probabilmente ridimensionare alcuni eccessi di complessità e formalità. Per molti operatori potrebbe essere una strada economicamente più sostenibile: ticket medi meno estremi, maggiore frequenza di visita e una relazione più stabile con il territorio. In un mercato dove uscire costa sempre di più, il cliente sembra premiare luoghi in cui tornare spesso, non soltanto destinazioni da provare una volta per fotografarle.