Taglio in manovra per l'accise sulla birra. La Legge di Bilancio 2026 ha ritoccato al ribasso l’imposta sulla bevanda, riducendola da 2,99 a 2,98 euro per ettolitro e grado-Plato, con validità per il 2026 e il 2027. La misura, inserita in un comma della manovra, si colloca nel più ampio confronto tra fiscalità sui consumi, tutela del gettito e sostegno alla competitività dei comparti agroalimentari.
Propio il comparto brassicolo, con i suoi oltre 10 miliardi di euro l’anno di valore complessivo generato, circa 4 miliardi di contributo alla fiscalità generale (di cui 1,5 miliardi di IVA e 689 milioni di euro di accise) e più di 110.000 occupati, rappresenta un settore rilevante non solo sul fronte industriale, ma anche per l’erario e l’occupazione. Soprattutto in un periodo come quello attuale, dove prezzi delle materie prime, energia e logistica hanno messo pressione sui conti lungo la catena che va dalla produzione alla distribuzione fino all’horeca.
Da parte sua, Assobirra ha espresso “soddisfazione” per la riduzione decisa. «Accogliamo con particolare favore questo intervento – commenta Federico Sannella, presidente dell'associazione – che riconosce il valore economico, sociale e industriale della filiera birraria. È una misura che rafforza la capacità del settore di affrontare le sfide della transizione sostenibile e di continuare a contribuire allo sviluppo del Paese e dell’intero sistema economico nazionale».