Il Rpporto L’influenza delle mafie nel settore dei pubblici esercizi redatto dal primo reparto della Direzione Investigativa Antimafia, che Mixer, grazie a Fipe, pubblica in esclusiva è un rapporto di sconvolgente attualità, nonostante sia datato gennaio 2011.
In questi due anni, infatti, nulla sembra essere cambiato, se non una maggiore attività investigativa. Perché sul fronte delle infiltrazioni criminali nell’industria dell’ospitalità, invece, e complice la crisi, la diffusione è in aumento. Il lavoro di indagine delle forze di polizia e della magistratura scoprono solo la punta dell’iceberg. Spesso si tratta di realtà inimmaginabili.
Siamo in presenza di un cancro che si diffonde nella nostra economia ed è necessario un vero sforzo collettivo per contrastarla, per evitare che si creino le condizioni affinché si sviluppi.
Occorre un accesso al credito non sottoposto ai bizantinismi delle banche (qual è l’efficacia fin qui registrata dell’accordo sul credito alle Pmi siglati in febbraio tra l’Abi e tutte le sigle cui fanno capo le piccole e piccolissime imprese?). Occorre la diffusione di una cultura della legalità che diventi la cifra distintiva della cittadinanza, non un impedimento per facili scorciatoie. Occorre infine agire per marcare la differenza tra chi agisce nel rispetto delle leggi e chi regolarmente le disconosce. Perché oltretutto legalità significa salvaguardia della libera concorrenza e della competitività.
Il documento della DIA si divide in tre parti. Un’ampia premessa che illustra la dimensione del fenomeno e i meccanismi di infiltrazione. Una seconda parte che enumera alcune delle operazioni più significative in diverse regioni italiane, al Sud come al Nord (di cui per ragioni di spazio proponiamo solo alcuni stralci). Una terza parte che traccia le linee di indirizzo per rafforzare le azioni di contrasto, affidando un ruolo specifico alle associazione di settore.
Nel Pdf allegato il documento completo.