L’aperitivo non è più un rito occasionale: un italiano su due lo vive ogni mese

L’aperitivo continua a essere uno dei rituali sociali più solidi del fuori casa italiano

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L’aperitivo continua a essere uno dei rituali sociali più solidi del fuori casa italiano. Secondo i dati riportati da Ristorazione Moderna oltre metà degli italiani consuma un aperitivo almeno una volta al mese. Ma il dato interessante è culturale. Perché l’aperitivo oggi sembra aver superato definitivamente il ruolo di semplice pre-cena per trasformarsi in uno spazio autonomo di socialità, consumo e identità urbana. Negli ultimi anni il formato si è allargato enormemente: cocktail premium, pairing gastronomici, low alcohol, format brunch-aperitivo, formule ibride tra bar e ristorazione. L’aperitivo è diventato uno dei luoghi più flessibili del consumo contemporaneo. E forse proprio questa elasticità spiega la sua resistenza. In una fase in cui molte occasioni tradizionali del fuori casa si frammentano, l’aperitivo continua a funzionare perché riesce a essere contemporaneamente accessibile, conviviale e aspirazionale. Il rischio, semmai, è l’omologazione. Perché quando ogni locale propone la stessa formula il rito perde rapidamente personalità. Oggi più che mai, quindi, il tema non sembra essere fare aperitivo. Ma riuscire a costruire un motivo reale per scegliere proprio quel locale e non un altro.

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