La pizza preferita dagli italiani? Senz’altro la margherita, nelle varie opzioni: semplice o con mozzarella di bufala. Seguono quelle classiche: prosciutto, funghi, capricciosa, carciofini, salame, tonno, in tutte le loro varianti e versioni. A seguire le pizze senza pomodoro, cosiddette “bianche”, poi quelle speciali, quelle della casa e quelle locali, che usano principalmente i prodotti tipici del territorio. Negli ultimi tempi sempre più richieste quelle gluten free.
L’indicazione - si legge sul sito Helpconsumatori.it - arriva dalla 37esima edizione di Tirreno C.T. (fiera di Carrara dedicata alle novità nel settore delle forniture per alberghi, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e strutture ricettive), durante la quale è stata scattata la fotografia del settore. Secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli sono circa 42mila i ristoranti-pizzeria, mentre i locali per l’asporto, taglio e domicilio sono circa 21mila per un totale di oltre 100mila impiegati fissi nel settore ai quali se ne aggiungono altri 50mila nel fine settimana. Di questi, 65mila sono italiani, 20mila egiziani, oltre 10mila marocchini. Ogni locale produce e vende giornalmente in media 80 pizze su sei giorni lavorativi, il settimo giorno è considerato di chiusura per il riposo settimanale. Di queste circa 480 pizze settimanali, la metà, più o meno, vengono mangiate fra il sabato e domenica. Il totale delle pizze preparate e vendute in questi locali sono poco più di 5 milioni al giorno che, moltiplicate per 27 giorni lavorativi, raggiunge quota 135 milioni di pizze al mese. Numeri da capogiro che portano la produzione annuale a toccare un miliardo e 620 milioni di pizze all’anno tra quelle consumate in ristoranti e pizzerie e quelle portate a casa.
Riguardo ai prezzi, la forbice risulta decisamente ampia lungo tutta l’Italia. Pizza e bibita possono costare da 8,41 euro a Trieste (città più economica) fino a 19 euro a Roma (tra le più care). In Toscana i prezzi sono mediamente allineati e si passa da Firenze, Grosseto e Livorno dove si spendono 12 euro, fino alla più “abbordabile” Pistoia dove si scende a 10 euro.