I dati della ricerca confermano l’esistenza di una fondamentale e profonda trasformazione del significato del mangiare fuori casa: i pasti non sono più principalmente necessità ma sono vissuti come piacere.
Ci si allontana così dalla dimensione funzionale del servizio (in primis: nutrirsi) per quella esperienziale (vivere il pranzo/la cena). Tra le conseguenze c’è anche il fatto che il pranzo tende sempre più ad assomigliare alla cena. Anche il pranzo infatti è sempre più una scelta improntata alla gratificazione, al piacere, alla convivialità. Come momento e occasione della giornata si arricchisce così delle aspettative tipiche della cena: dalla qualità del cibo, all’unicità dell’esperienza gastronomica; dalla preparazione del personale, alla cura dei locali e delle attrezzature; dall’attenzione per l’offerta delle bevande, alla varietà del menù; ecc....