L'aperitivo con il cocktail alla conquista dei millennials VIDEO

Non c'è dubbio: è un trend in crescita quello dell'aperitivo a base di cocktail. Soprattutto tra i millennials (18-24) che lo vivono come un momento per socializzare e incontrare gli amici. Ecco il ri...

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Non c'è dubbio: è un trend in crescita quello dell'aperitivo a base di cocktail. Soprattutto tra i millennials (18-24) che lo vivono come un momento per socializzare e incontrare gli amici. Ecco il risultato della ricerca commissionata da Martini a TradeLab. Qui sotto riportiamo i risultati dell'analisi, di cui vi forniamo però anche una sintesi nel nostro video esclusivo.

LA RICERCA
Il 2017 ha registrato un incremento di amanti dell'aperitivo, sempre più attenti alla qualità dei cocktail e all'abbinamento con il cibo tipico e gourmet. Se il 34% del campione degli intervistati tra i 18 e i 44 anni ha dichiarato che è uscito più frequentemente negli ultimi 12 mesi, la percentuale sale a 42% tra i più giovani e il motivo principale è il desiderio di stare con gli amici (45%). Socialità (24%), svago (20%) e conversazione (16%) sono le keywords che meglio descrivono il momento dell'aperitivo. Le nuove generazioni passano dai social network all'off-line.
Questo è quanto emerge da una ricerca commissionata da MARTINI a TradeLab sulle nuove tendenze in fatto di aperitivo italiano, un rito che nasce a Torino a metà del 1700 in coincidenza con la creazione del vermouth e che oggi è ancora amatissimo. Sono infatti oltre 1,3 milioni i residenti a Milano, Roma e Bari che hanno consumato un aperitivo alcolico fuori casa negli ultimi 6 mesi (52% uomini e 48% donne). La percentuale dei frequentatori è pari all’89% ma sale al 91% tra i più giovani (18-24).

La scelta del locale
La tecnologia aiuta ad orientarsi tra le scelte, tanto che 9 consumatori su 10 tra i millennials amano informarsi su dove e come fare l'aperitivo consultando principalmente (ma non solo) Google (60%), Tripadvisor (45%) e Facebook (40%), soprattutto al Nord. Una tendenza partita da New York, dove fioccano app nate proprio per orientare il consumatore nella scelta di locali e aperitivi che puntino in primis sulla qualità. Ecco allora che i locali della Grande Mela vengono mappati, ad esempio, da “Happy”, l’applicazione che permette non solo di scegliere dove sorseggiare i migliori drink, ma anche di invitare gli amici last minute.

Ma quali sono i luoghi più amati per consumare l’aperitivo? A Milano c’è una spiccata preferenza per i cocktail/lounge bar e i locali di tendenza (62%), tanto che addirittura il quotidiano britannico The Independent consiglia il Mag Café, emblema di qualità e creatività, in un tour ideale del capoluogo lombardo. Tutt’altra musica al Sud, dove si continuano a frequentare i locali tradizionali (30,7%), a Bari in particolare; per circa il 28% dei frequentatori non perdono d'appeal i bar storici, le enoteche e i locali sulla spiaggia, soprattutto a Roma.
E se la frequentazione dei locali dove si va regolarmente rimane stabile, negli ultimi tre anni è aumentata invece la preferenza per i locali più particolari come ostricherie, scamperie, pescherie, chioschi/chiringuiti, winebar e anche locali all'interno di ristoranti, o hotel, dov'è più ricercato il "pairing" con il cibo.
Lo dimostrano locali come Ricci e Carlo e Camilla in Segheria di Milano, che propongono abbinamenti tra cibo e cocktail studiati da nomi celebri nell’ambito culinario.
Nella scelta del luogo i criteri ritenuti importanti sono ovviamente la qualità dei piatti offerti (5,7 su scala 1-7), la cortesia del personale (5,6) e l'ambiente (5,5).

Il cocktail, "re" degli aperitivi, conquista anche la cena
Cosa ordinano gli Italiani all’ora dell’aperitivo? Il 64% della fascia tra i 18 e i 44 anni preferisce bere un cocktail, seguono il prosecco (35%), la birra (32%) e il vino bianco (24%).
I consumatori, sempre più attenti, prediligono un drink fresco e dissetante (75%) e ben abbinabile al cibo (38%), possibilmente dolce (41%) o agrodolce (31%). I millennials fanno caso alla bravura del barman (5,7 su scala da 1 a 7) e alla freschezza degli ingredienti, soprattutto frutta (5,6), mentre il target più maturo, 35-44, è attento alla cura della presentazione (5,4). Le giornate preferite per l'aperitivo restano il venerdì e il sabato al Nord, mentre al Sud viene scelta anche la domenica (33% rispetto al 27% di Milano).
Ultima frontiera nelle nuove tendenze, è il cocktail a cena. Al 42% degli intervistati è infatti capitato di ritrovarlo accanto ad un primo o ad un secondo piatto e chi lo ha provato lo rifarebbe, l'importante è che si abbini perfettamente al cibo. E chi non l'ha mai provato? E' incuriosito, ma ancora un po' restio ad accettare l’idea. Un trend che sta prendendo piede a Milano, più all'avanguardia, meno nel resto d'Italia.

L'identikit dell'aperitivo italiano
6 consumatori su 10 dichiarano che l'aperitivo sostituisce la cena, il 28% degli intervistati va a casa subito dopo, il 21% afferma che è l'inizio della serata che prosegue in altri locali, solo il 9% dichiara che diventa il centro di tutta la serata. Le abitudini cambiano tra Nord e Sud. Il 40% dei frequentatori afferma che l'aperitivo è solo un pre-cena (percentuale che sale al 46% nel Sud Italia).
Ancora oggi il classico apericena con buffet è frequentato dal 66% dei consumatori, seguito da quello tradizionale (50%); questi due generi però non sono tra i "preferiti" dagli italiani che privilegiano proposte culinarie più ricercate.
Al Sud, il 25% degli intervistati dichiara di prediligere l'aperitivo tradizionale con arachidi, patatine ecc. a differenza del Nord dove si preferisce l’apericena a buffet (40%) ma anche l'abbinamento con un cibo di qualità più elevata, ovvero come aperitivo con degustazione (17%) o gourmet (14%).
Ma quanto sono disposti a spendere gli italiani per un aperitivo? La spesa media è pari a 7,8 euro, ma varia molto tra Nord e Sud; si passa dagli 8,4 euro di Milano ai 6,3 di Bari; per 9 intervistati su 10 il costo comprende anche il buffet e per il solo drink (in genere il secondo drink) si spendono circa 6 euro.

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