Istituto Espresso Italiano: in una survey tutta l'importanza della formazione

Un'indagine che mette al centro l'aggiornamento professionale dei baristi e degli addetti ai lavori in ambito bar: è quanto ha fatto l’Istituto Espresso Italiano (IEI) per evidenziare come e quanto la...

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Un'indagine che mette al centro l'aggiornamento professionale dei baristi e degli addetti ai lavori in ambito bar: è quanto ha fatto l’Istituto Espresso Italiano (IEI) per evidenziare come e quanto la formazione oggi sia diventata un vantaggio competitivo se sommata all’esperienza professionale maturata sul campo.

La formazione deve avere un approccio olistico per una maggiore competitività e nel riconoscimento del valore aggiunto che il caffè di qualità può portare. Inoltre non possono essere trascurati aspetti correlati come ad esempio la gestione dei social che oggigiorno è diventata una parte fondamentale per farsi conoscere e creare un legame col cliente. Oggi si vende non più solo per passaparola ma per viralità. Essere virali non implica per forza essere bravi ma essere attraenti.

"Se paragonata all'Unione Europea, l'Italia ha ancora ancora ampi margini di miglioramento per quanto riguarda l’istruzione e la partecipazione alla formazione in tutti i settori, infatti solo il 14,6% dei 25-34enni e il 6,6% dei 35-44enni partecipano alla formazione" afferma il presidente di IEI, Luigi Morello, evidenziando comunque che nell'ultimo quinquennio l’attività formativa nelle aziende italiane ha conosciuto una crescita di circa il 10%.

Una buona formazione, per essere efficace, richiede però figure in grado di avere un quadro preciso della situazione. Occorrono quindi formatori capaci di parlare di caffè a tutto tondo, dalla qualità del chicco, al prodotto che esce nella tazzina, sino all’immagine che si dà all’esterno.
Per fare questo, secondo Filippo Spimi (GiFiZe), c'è bisogno di "persone fortemente motivate, perché la motivazione solida resta la base essenziale, accompagnata da competenza e predisposizione". Dello stesso avviso è Andrea Ballocci (Eureka) il quale sottolinea che "qualifiche e competenze dei formatori sono aspetti centrali nel processo di selezione dei percorsi formativi più adeguati alle nostre esigenze". 

Ma dentro una tazzina di caffè non c’è soltanto tecnica. Matteo Borea (La Genovese) sostiene che occorrono professionisti capaci di trasferire conoscenze tecniche ma anche la stessa passione per il mondo del caffè. In tal senso risultano fondamentali la passione per l'apprendimento continuo e le capacità di ispirare gli altri, promuovendo un ambiente di crescita collettiva. Per Fabio Verona (Costadoro Caffè), ciò che serve è "una buona capacità dialettica, passione per questo lavoro e competenza".

A svolgere un ruolo determinante, infine, sono le Academy, che offrono corsi di formazione mirati e focalizzati sulle esigenze del cliente e dello staff, come quelli di Caffè Milani presso l’Altascuola Coffee Training che conta su un polo formativo con più sedi dislocate sul territorio nazionale (Lipomo, Milano, Sassari e Cagliari). Per Vito Campanelli di Essse Caffè, l'obiettivo è assistere nei migliori dei modi i clienti con un’offerta formativa completa e articolata, in modo da garantire una formazione di altissima qualità, efficace e continuativa. A questo scopo è nato il Centro di Formazione "La Classe di Essse" destinato agli operatori che vogliono imparare la professione o perfezionarsi.

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