Il numero dei vegetariani in Italia è in forte aumento e ha raggiunto la cifra record di 6 milioni di persone. Solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, dicono dall’Enpa Ente Nazionale Protezione Animali.
Per allevare e crescere gli animali da macello occorrono moltissime risorse: è stato calcolato che per produrre 1 kg di carne occorrono oltre 16 kg di foraggio, annaffiato con acqua, e distribuito con mezzi di trasporto. Da un rapporto della FAO è stato calcolato che servono circa 15.000 litri di acqua per produrre un kg di carne, quando con poco più di 2.000 litri si potrebbe coltivare la stessa quantità di grano. A questi dati va aggiunto che non mangiare carne fa ridurre di circa il 50% le emissioni di gas serra e l’inquinamento. Non mangiare carne inoltre farebbe bene alla salute. Questo è quanto stabilito da uno studio inglese che ha preso in esame le abitudini alimentari di oltre 60.000 persone. I dati, pubblicati sul British Journal of Cancer, hanno rivelato che chi non mangia carne ha meno probabilità di ammalarsi di tumore. I vegetariani avrebbero il 45% di probabilità in meno di sviluppare leucemia e altre malattie del sangue, e il 12% in meno di ammalarsi di qualsiasi altro tumore. Ma non solo, dai dati raccolti si evince che i vegetariani hanno la possibilità di prevenire malattie cardiovascolari, fino al 97% in meno. Secondo un pronostico dell’Eurispes nel 2050 ci saranno più vegetariani che carnivori.