Intelligenza artificiale in cucina: parla Liccardi, founder di Foodcost In Cloud

Viviamo nell'era 4.0 ed è impensabile andare avanti escludendo la digitalizzazione dai propri sistemi produttivi e organizzativi anche perché il mondo della ristorazione pone un numero sempre crescent...

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Viviamo nell'era 4.0 ed è impensabile andare avanti escludendo la digitalizzazione dai propri sistemi produttivi e organizzativi anche perché il mondo della ristorazione pone un numero sempre crescente di sfide, a partire da una corretta gestione delle risorse. Infatti, che si tratti di personale o di materie prime, il successo di un’impresa dipende dalla capacità di utilizzare al meglio le risorse a disposizione. 

Purtroppo in Italia il concetto di pianificazione spesso si scontra con quello di una conduzione familiare dell’attività che, in quanto tale, dovrebbe andare avanti in modo spontaneo e quasi estraneo all’idea di impresa. Diversi ristoratori italiani, soprattutto quelli vecchio stampo, temono che la digitalizzazione equivalga a una automatizzazione dei processi produttivi, a discapito della qualità o dell’artigianalità, senza rendersi conto che, al contrario, solo un processo di pianificazione e organizzazione ottimizzato può garantire il mantenimento della massima qualità a fronte di un aumento del lavoro e della produzione. 

“In cucina l’ingresso dell’intelligenza artificiale è l’elemento chiave per proporre dei prodotti genuini, sani e freschi, eliminare gli sprechi delle materie prime e, soprattutto, gestire al meglio il personale" spiega Vincenzo Liccardi, ideatore e fondatore di Foodcost In Cloud. "Attualmente una delle principali angosce dei ristoratori è proprio la carenza di personale qualificato, in grado di far fronte ai processi produttivi. Dalla pandemia in poi, reclutare personale è diventato sempre più difficile dal momento che ci si rapporta ad una forza lavoro del tutto inadeguata alla domanda.
Proprio in questo caso la digitalizzazione rappresenta una risorsa preziosa, in grado di coniugare domanda e offerta, ovvero le esigenze di lavoratori e datori di lavoro; nella misura in cui una dettagliata pianificazione della produzione consente al ristoratore di avvalersi anche di personale medio o non qualificato. Grazie all’A.I. il ristoratore non dovrà affidare ai suoi dipendenti l’elaborazione dei progetti ma semplicemente la loro esecuzione. Quindi, a ben vedere, la digitalizzazione non toglie posti di lavoro ma li crea, dando l’opportunità, a chi è ha voglia di lavorare ma è meno qualificato di mettersi alla prova con un valido impiego".

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