Vera Atyushkina: «Idee da copiare? Il ristorante dov'è vietato parlare»

Vera Atyushkina  ha iniziato a sfilare come modella a 12 anni e poi, nel 2004, è diventata velina a Striscia la Notizia. Un percorso televisivo promettente, che ha trovato però uno stop quando Vera ha...

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Vera Atyushkina  ha iniziato a sfilare come modella a 12 anni e poi, nel 2004, è diventata velina a Striscia la Notizia. Un percorso televisivo promettente, che ha trovato però uno stop quando Vera ha abbandonato il suo manager, uomo disonesto e di dubbia professionalità. «Ai tempi non parlavo italiano, non avevo più nessuno che mi promuovesse ed ero decisamente stanca: l'esperienza a Striscia mi aveva galvanizzata, ma al tempo stesso provata. Ho preferito concentrarmi quindi sulla carriera di modella e nel mentre studiare recitazione, ma ora sono pronta a tornare in tv», annuncia la modella e presentatrice, che con l'amica Sara D'Amelio ha anche fondato la società Novinka, produttrice del Gabbiano Salvasonno, una sorta di reggiseno che sfrutta i principi della terapia posizionale per ridurre i problemi di russamento.

Quindi hai già progetti televisivi per il futuro?
Ho accettato volentieri di condurre un programma di musica. Lo registremo a settembre, si chiamerà Note in libertà. La buona musica non ha confini.

Come si concilia l'attività di modella al tema food & drink?
Se è vero che sono fortunata ad avere un metabolismo veloce, è anche vero che curo l'alimentazione. Mangio un po' di tutto, ma senza mai esagerare. Tendenzialmente, nella mia dieta quotidiana prediligo riso in bianco, carni bianche, pesce, frutta e verdura. E quando cedo alla tentazione di qualche dolce, il giorno dopo a tavola sto attenta a contenere le calorie.

Frequenti il bar?
Sì, soprattutto per l'aperitivo. Vivo a Milano, dove vige la formula dell'happy hour con buffet e dell'apericena. Golosa come sono, io mi do sempre alla pazza gioia, ma poi a casa salto la cena per mantenere la linea!

Idee da copiare in tema di format stranieri di successo?
A Mosca c'è un ristorante dove non si può parlare: per comunicare devi scrivere su un foglio.  Funziona benissimo e credo che potrebbe ottenere successo anche a Milano. È ideale per chi  desidera staccare la spina, coppie, single, imprenditori di passaggio in città....

I tuoi locali del cuore a Milano?
La mia seconda casa è il Bar Gatto: lì mangio, ceno, organizzo appuntamenti di lavoro e di piacere. Quando ho voglia di pesce, poi, vado al Terraferma, un ristorante pugliese in Merchiorre Gioia.  Dopo cena, inoltre, mi piace andare a ballare: vado spesso al Just Cavalli, all'Armani Prive, al Byblos e al The Beach.

Hai visitato Expo2015?
Sì, in parte. Ero molto curiosa di vedere Palazzo Italia e devo dire che è indubbiamente d'impatto. Si comincia dalle storie delle persone che si sono contraddistinte nella realizzazione di progetti inerenti l'alimentazione e l'ambiente, come la molisana Caterina Colantuono, che ha ripreso l'antica tradizione della transumanza, o il lombardo Matteo Brambilla, che ha creato una cantina-laboratorio per lo studio del vino. Il secondo piano è dedicato ai disastri che hanno devastato l'Italia: su decine di schermi scorrono immagini di alluvioni, terremoti e inondazioni. Infine, si entra nella sala degli specchi: pareti, soffitto e pavimento riflettono immagini splendide scattate nel Bel Paese. Il problema è che il pavimento a specchio riflette anche le persone, o meglio, le loro gambe e lati B. Quando l'ho visitato io, molte donne indossavano la gonna e si sono trovate loro malgrado in piazza, con gli uomini che invece di guardare le scenografie fissavano le loro mutande. Personalmente, mi sono trovata molto a disagio. Credo si potessero studiare soluzioni ugualmente sorprendenti, senza cadere nel cattivo gusto.

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